Sindrome da shock tossico (SST)
La sindrome da shock tossico è rara, ma poche condizioni corrono così: una persona può stare bene la mattina e trovarsi in terapia intensiva la sera.
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La sindrome da shock tossico è rara, ma poche condizioni corrono così: una persona può stare bene la mattina e trovarsi in terapia intensiva la sera. Il danno non viene dall'infezione in sé, ma dalle tossine liberate da alcuni batteri, che agiscono in un colpo solo su tutto l'organismo e fanno crollare la pressione. È una sindrome nota soprattutto per il legame con gli assorbenti interni, eppure non si limita affatto a quelli, e circa metà dei casi non ha nulla a che vedere con le mestruazioni. Colpisce anche uomini e bambini. L'unica cosa che decide davvero l'esito è la rapidità con cui la persona arriva in ospedale.
Che aspetto ha
La SST comincia di colpo e all'inizio somiglia a un'influenza molto pesante. La distinguono la combinazione dei segni e la velocità con cui aumentano: in ore, non in una settimana.
- rialzo brusco della febbre, spesso con brividi;
- un'eruzione simile a una scottatura solare: arrossamento continuo della pelle su tutto il corpo, palmi e piante compresi, di solito piatto e non pruriginoso;
- vomito e diarrea che iniziano quasi insieme alla febbre;
- dolori muscolari intensi e una debolezza tale da rendere difficile stare in piedi;
- capogiri, vista che si annebbia alzandosi, svenimento: è la pressione che scende;
- confusione, comportamento strano, parola impastata;
- mal di testa, mal di gola, arrossamento degli occhi, della lingua e della mucosa della bocca.
Più avanti, di solito una o due settimane dopo l'esordio, la pelle dei palmi e delle piante comincia a staccarsi a lembi. È un segno tardivo: conferma la diagnosi, ma aspettarlo non è in alcun modo ammissibile.
Va tenuta a mente a parte una cosa sulle ferite. Quando la SST è causata da uno streptococco, il segnale più precoce e più importante è spesso un dolore alla ferita o a un muscolo del tutto sproporzionato rispetto all'aspetto della zona. La ferita può sembrare insignificante e il dolore essere insopportabile: significa andare in ospedale immediatamente.
Quando chiamare l'ambulanza
Chiamate subito un'ambulanza (in Europa il numero unico è il 112) se la febbre alta si accompagna anche a uno solo di questi elementi: eruzione diffusa come dopo una scottatura solare, vomito e diarrea insieme alla febbre, capogiri o svenimento, confusione, dolore molto forte in un muscolo o in una ferita, assenza di urina per molte ore, pelle e labbra bluastre o marezzate, respiro accelerato.
Che cosa fare in attesa dei soccorsi:
- se sono in sede un assorbente interno, una coppetta mestruale, un cappuccio o un diaframma, toglieteli subito e portateli con voi;
- non mettetevi alla guida e non aspettate il mattino;
- dite subito ai sanitari dell'assorbente interno o della coppetta, oppure di una ferita, un'ustione, un intervento, un parto o un cesareo recenti: cambia il percorso degli accertamenti dal primo minuto;
- portate l'elenco dei farmaci che assumete;
- se si tratta di un bambino sempre più sonnolento, difficile da svegliare, che rifiuta di bere o che ha mani e piedi freddi con febbre alta, anche questo è ambulanza senza rinviare.
Non abbassate la febbre per vedere che succede: nella SST il tempo fra «sto male» e «sto malissimo» si misura in ore.
Da dove arriva
I batteri responsabili sono normali abitanti della pelle, del naso e delle mucose e nella maggior parte delle persone non provocano alcun danno. Il problema nasce quando trovano condizioni adatte, si moltiplicano e liberano la tossina mentre la persona non ha anticorpi contro di essa. Le situazioni tipiche sono:
- assorbenti interni e coppette mestruali, soprattutto se tenuti a lungo;
- contraccezione di barriera che resta all'interno: cappucci, diaframmi, spugnette;
- parto naturale e taglio cesareo, oltre a qualunque infezione dell'utero dopo il parto;
- ustioni, anche di piccola estensione;
- tagli, escoriazioni, morsi, foruncoli e ferite che si sono infettate;
- ferite chirurgiche, che dall'esterno a volte appaiono del tutto tranquille;
- tamponamento nasale dopo un intervento o un'epistassi;
- nei bambini, le lesioni della varicella grattate.
Per via della storia degli assorbenti interni si è radicata l'idea che la SST sia una «malattia femminile». Non lo è: una quota consistente dei casi nasce da ferite e ustioni, quindi riguarda persone di qualunque sesso ed età.
Assorbenti interni e coppette: come ridurre il rischio
Non serve rinunciare agli assorbenti interni per il rischio di SST, che è molto piccolo. Qualche regola però lo riduce ancora, e tutte puntano alla stessa cosa: non lasciare ai batteri né tempo né condizioni.
- Scegliete il potere assorbente più basso che basti al flusso di quella giornata. L'assorbente preso «per sicurezza» resta dentro asciutto e più a lungo.
- Cambiatelo con regolarità, seguendo le istruzioni della confezione e non la sensazione che vada ancora bene.
- Di notte è più sicuro l'assorbente esterno. Se usate quello interno, non tenetelo oltre il tempo indicato dal produttore e mettetelo subito prima di coricarvi.
- Lavatevi le mani prima e dopo l'inserimento e non usatene mai due insieme.
- Alternate assorbenti interni ed esterni nel corso del ciclo.
- Ricordate di togliere l'ultimo assorbente interno alla fine delle mestruazioni: quello dimenticato è più frequente di quanto si creda.
- Lavate e trattate la coppetta mestruale esattamente come indicano le sue istruzioni e svuotatela entro l'intervallo previsto.
- Se durante le mestruazioni vi sentite male, togliete subito l'assorbente interno, senza aspettare la fine della giornata, e cercate assistenza. Dite al medico che stavate usando un assorbente interno: senza questa frase la diagnosi arriva più tardi.
Ferite, ustioni e punti di sutura
Da questo lato la SST arriva più silenziosa, perché alla ferita nessuno pensa.
Lavate tagli ed escoriazioni e teneteli puliti e coperti. L'ustione, anche piccola, si raffredda sotto acqua corrente fresca e le bolle non si aprono. Sorvegliate qualunque ferita, compresa quella chirurgica, per alcuni giorni: preoccupano il dolore che aumenta, il rossore che si allarga, il gonfiore, la secrezione maleodorante e soprattutto un peggioramento generale con febbre, brividi e debolezza sproporzionato all'aspetto della ferita.
Rivolgetevi al medico in giornata se la ferita si è infiammata o se state peggio dopo un intervento o un parto. Chiamate l'ambulanza se a questo si aggiungono eruzione cutanea, vomito, confusione, capogiri o un dolore che non si riesce a sopportare. Lo stesso vale dopo il parto: febbre, brividi e debolezza improvvisa nelle prime settimane sono sempre un motivo per contattare subito il medico e non per aspettare il controllo già fissato.
Che cosa si fa in ospedale
La SST si cura solo in ricovero, spesso direttamente in terapia intensiva, perché il compito principale è tenere su la pressione e sostenere gli organi mentre l'antibiotico agisce.
- liquidi per via endovenosa, a volte in volumi molto elevati: nella SST il liquido esce dai vasi verso i tessuti;
- antibiotici endovena, di norma in associazione, compresi quelli che frenano la produzione di tossina;
- farmaci per sostenere la pressione arteriosa;
- ossigeno e, nei casi gravi, supporto respiratorio con ventilatore;
- rimozione della fonte: estrazione dell'assorbente interno o della coppetta, lavaggio e pulizia chirurgica della ferita, talvolta ripetuta;
- in casi selezionati, immunoglobuline per via endovenosa;
- dialisi temporanea se i reni cedono.
Esami e colture si eseguono subito, ma la terapia parte senza attenderne i risultati: qui non si può aspettare la conferma. Se si comincia in tempo, la maggior parte delle persone guarisce, anche se il recupero richiede settimane.
Dopo la malattia: l'episodio può ripetersi
Aver avuto la SST non lascia un'immunità affidabile: al contrario, chi l'ha avuta ha un rischio di secondo episodio più alto degli altri. Perciò dopo una SST mestruale gli assorbenti interni non si usano più, e di solito si consiglia di rinunciare anche a cappucci, diaframmi e spugnette. Restano gli assorbenti esterni e altri metodi contraccettivi: quale sia adatto va valutato con il medico.
Il recupero è graduale. La pelle dei palmi e delle piante si stacca nell'arco di alcune settimane e, un mese o due dopo, possono cadere capelli e staccarsi unghie: è spiacevole, ma si risolve da solo. Debolezza e affaticabilità durano di più, a volte per diversi mesi. Se dopo la dimissione torna la febbre, compare una nuova eruzione o le condizioni peggiorano di nuovo all'improvviso, bisogna rivolgersi al medico immediatamente.
Consulto online
La sindrome da shock tossico non si cura né si conferma online: al sospetto serve l'ambulanza, e nessun messaggio la sostituisce. A distanza si risolvono però bene le domande che le stanno intorno. Il medico valuta se il malessere assomiglia davvero a una SST o a un'infezione più comune, spiega quali segni sorvegliare su una ferita in via di guarigione, su un'ustione o su una sutura, aiuta a mettere ordine nell'uso di assorbenti interni e coppetta e, se l'episodio c'è già stato, a scegliere i prodotti per l'igiene e i metodi contraccettivi ora utilizzabili. Tutto ciò che è descritto sopra nella parte sull'ambulanza non si valuta a distanza: con quello si chiede aiuto immediatamente.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.




