Sindrome del vomito ciclico
È una condizione rara in cui nausea e vomito arrivano ad attacchi: per qualche ora o qualche giorno la persona sta davvero male, poi tutto si interrompe di…
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Medicinali comunemente utilizzati per Sindrome del vomito ciclico
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: INJECTABLE, 10 mg metoclopramide/2 mlPrincipio attivo: metoclopramideProduttore: Sanofi Aventis S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 50 mgPrincipio attivo: sumatriptanProduttore: Bluefish Pharmaceuticals Ab (Publ)Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 50 mgPrincipio attivo: sumatriptanProduttore: Viatris LimitedPrescrizione richiesta
È una condizione rara in cui nausea e vomito arrivano ad attacchi: per qualche ora o qualche giorno la persona sta davvero male, poi tutto si interrompe di colpo e fino alla volta successiva sta perfettamente bene. Gli attacchi si somigliano l'uno con l'altro come fossero ricalcati, ed è proprio da questo che si riconoscono. La diagnosi non arriva subito: prima bisogna accertarsi che dietro un vomito che si ripete non ci sia qualcos'altro, e a questa parte è dedicato qui un capitolo a sé, il più importante di tutti.
Com'è fatto un attacco
L'attacco si svolge sempre secondo lo stesso copione, e con il tempo la maggior parte delle persone impara a riconoscerne l'inizio con un'ora di anticipo. Prima arriva il preavviso: pallore, sudore freddo, debolezza, nausea che cresce, la strana sensazione che «adesso comincia». Poi viene il vomito, ripetuto, sfibrante, spesso fino ai conati a vuoto, e non di rado comincia di notte o verso il mattino. Dopo qualche ora o qualche giorno si placa, arrivano una stanchezza profonda e il sonno, e al risveglio la persona mangia e vive come se nulla fosse.
L'attacco è spesso accompagnato da:
- dolore addominale, più spesso attorno all'ombelico;
- totale avversione per il cibo e per gli odori;
- mal di testa e intolleranza alla luce intensa e ai rumori forti;
- feci liquide, salivazione abbondante, rialzo della temperatura senza un'infezione evidente;
- spossatezza estrema e capogiri: la persona resta sdraiata girata verso il muro e non ha voglia di parlare.
Due tratti sono particolarmente caratteristici: la stereotipia, cioè attacchi che cominciano più o meno alla stessa ora del giorno e durano sempre lo stesso tempo, e il benessere completo tra un attacco e l'altro, settimane o mesi senza un solo disturbo. Il più delle volte la malattia esordisce nei bambini in età prescolare e con gli anni si attenua, lasciando spesso il posto all'emicrania. Ma ne soffrono anche gli adulti, e se gli attacchi sono cominciati già in età adulta di solito sono più pesanti e più lunghi.
Che cosa c'è dietro
Il meccanismo esatto non lo conosce nessuno. Il legame più solido è quello con l'emicrania: nella maggior parte dei bambini con questa sindrome c'è un parente stretto che soffre di emicrania, e i farmaci usati per prevenirla funzionano anche qui. Per questo il vomito ciclico viene spesso chiamato «emicrania addominale». In molte persone l'attacco è innescato da qualcosa di riconoscibile:
- emozioni forti, sia pesanti sia liete: un esame, un litigio, ma anche un compleanno, un viaggio, una festa;
- sonno insufficiente, turni di notte, voli con cambio di fuso orario;
- affaticamento fisico;
- lunghi intervalli senza mangiare e disidratazione;
- un raffreddore o un'altra infezione;
- singoli alimenti e bevande: vengono citati più spesso il cioccolato, i formaggi stagionati, la caffeina, l'alcol, gli esaltatori di sapidità;
- il mal d'auto;
- nelle donne, determinati giorni del ciclo.
I fattori scatenanti sono personali e si possono individuare solo osservando. Un diario con la data, l'ora di inizio, gli avvenimenti del giorno prima e la durata dell'attacco, tenuto per qualche mese, dice più di qualsiasi supposizione, e sarà utile al medico.
Che cosa va escluso senza eccezioni
La sindrome del vomito ciclico è una diagnosi di esclusione: si pone quando è dimostrato che il vomito ripetuto non è provocato da altro. Ecco che cosa si cerca per primo, ed è bene saperlo anche di persona.
L'uso regolare di cannabis. Negli adolescenti e negli adulti che la fumano a lungo e di frequente si sviluppa una condizione che dall'esterno è indistinguibile dal vomito ciclico. Il segno di riconoscimento è quasi infallibile: durante l'attacco viene il bisogno di stare a lungo sotto una doccia molto calda o immersi in un bagno caldo, ed è l'unica cosa che dia sollievo. Qui non funzionano né gli antiemetici né le flebo: tutto passa soltanto dopo l'abbandono completo della cannabis, e non subito, ma dopo settimane o mesi. Parlarne al medico mette a disagio, ma bisogna dirlo: senza questo dettaglio la cura resta ferma allo stesso punto per anni.
Le cause chirurgiche nei bambini. Un vomito verde o giallo-verde in un bambino significa che nel materiale vomitato è arrivata la bile, e può essere il segno di un volvolo o di un'occlusione intestinale. Una situazione del genere si risolve in sala operatoria e nella stessa giornata.
L'aumento della pressione dentro il cranio. Un tumore o un altro processo che occupa spazio nel cervello provoca un vomito che peggiora al mattino e si accompagna a mal di testa, visione doppia, strabismo, andatura incerta. In un bambino è preoccupante se insieme agli attacchi cambia il carattere, peggiora la vista o rallenta la crescita.
Le malattie metaboliche e ormonali. Alcuni rari difetti del metabolismo e l'insufficienza surrenalica si manifestano proprio con attacchi di vomito accompagnati da debolezza, soprattutto se l'attacco è innescato dal digiuno o da un'infezione. Per questo all'inizio degli accertamenti le analisi del sangue si fanno a tutti. Nella stessa occasione si controllano stomaco ed esofago, vie biliari, reni e ureteri: anche un calcolo o un ostacolo al deflusso dell'urina danno vomito ad attacchi con dolore.
Quando chiamare il soccorso
Chiamate il soccorso, componendo il numero unico di emergenza 112 valido in Italia e negli altri Paesi europei, oppure andate direttamente al pronto soccorso, se voi o vostro figlio avete:
- vomito con sangue oppure scuro, simile a fondi di caffè;
- vomito verde in un adulto; giallo-verde o verde in un bambino;
- mal di testa improvviso e violento, rigidità del collo, dolore agli occhi provocato dalla luce;
- dolore addominale improvviso e forte, addome duro o dolente al minimo tocco;
- pelle, labbra o lingua diventate bluastre, grigiastre, pallide o chiazzate; sulla pelle scura il cambiamento si nota meglio sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi;
- grande difficoltà a respirare, respiro affannoso o incapacità di pronunciare le parole; nel lattante, respiro sibilante o addome che si retrae sotto le costole;
- confusione, sonnolenza insolita, bambino difficile da svegliare o che non reagisce come al solito;
- segni di disidratazione grave: bocca asciutta, occhi infossati, assenza di lacrime quando piange, urina quasi assente o molto scura, capogiri quando ci si alza in piedi.
In una situazione simile non mettetevi alla guida: fatevi accompagnare o chiamate il soccorso. Portate con voi tutti i farmaci che assumete.
A parte, conviene farsi vedere dal medico senza aspettare l'urgenza se gli attacchi sono cambiati: sono diventati più frequenti o più lunghi, si svolgono in modo diverso da prima, oppure tra l'uno e l'altro non si sta più davvero bene. Quando cambia la calligrafia della malattia, è il momento di rimettere in discussione la diagnosi.
Come si arriva alla diagnosi
Non esiste un esame che confermi il vomito ciclico. Il medico si basa sul racconto, perciò conviene prepararsi: quanti attacchi ci sono stati, quanto è durato ciascuno, a che ora del giorno sono cominciati, che cosa li ha preceduti, quanto dura il benessere tra l'uno e l'altro, che cosa aveva aiutato in passato.
Poi si prescrivono gli accertamenti che servono a scartare le cause pericolose: analisi del sangue e delle urine, ecografia dell'addome, se necessario l'endoscopia e, in caso di sospetto di un problema dentro il cranio, un esame per immagini del cervello. L'ampiezza degli accertamenti dipende dall'età e da ciò che si trova alla visita: a un bambino al primo episodio si fa più di quanto si faccia a un adulto con dieci anni di attacchi tutti uguali alle spalle.
Che cosa aiuta
Durante l'attacco l'obiettivo è uno solo: attraversarlo con il minor danno possibile.
- Stanza buia e silenziosa, e sonno: in molti è proprio il sonno a interrompere l'attacco.
- Bere a piccoli sorsi e spesso: acqua, succo diluito, soluzioni reidratanti orali, che può consigliare il farmacista. Bere tutto d'un fiato non serve, torna indietro comunque.
- I farmaci che il medico ha prescritto in anticipo «per l'attacco» si prendono il prima possibile, proprio all'inizio del preavviso, e non al culmine del vomito.
- Se il vomito non si riesce a fermare e compaiono segni di disidratazione, serve l'ospedale: la flebo con liquidi e glucosio è ciò che risolve la situazione in modo più affidabile.
Se gli attacchi si presentano più di una volta al mese, ha senso pensare alla prevenzione. Il medico può prescrivere gli stessi farmaci con cui si previene l'emicrania; la scelta dipende dall'età. A parte si individuano un antiemetico e un antidolorifico «in caso di attacco», così da averli già in casa.
Aiutano anche le abitudini regolari: non saltare i pasti e non restare digiuni per molte ore, dormire a sufficienza e a orari costanti, bere quando fa caldo e durante lo sforzo fisico, evitare i fattori scatenanti che avete individuato. E c'è un dettaglio pratico che spesso si dimentica: l'acido dello stomaco corrode lo smalto dei denti. Dopo il vomito la bocca si sciacqua con acqua o con una soluzione di bicarbonato, e i denti si lavano non prima di mezz'ora, altrimenti lo spazzolino consuma lo smalto ammorbidito. Con attacchi frequenti conviene andare dal dentista più spesso del solito.
Consulto online
A distanza si compie il primo e più importante passo: l'analisi della storia degli attacchi. Il medico chiederà come si svolge tutto, guarderà il vostro diario, dirà se il quadro somigli al vomito ciclico o se richieda un'altra spiegazione, e stilerà l'elenco degli accertamenti. Online è comodo mettere a punto lo schema da usare durante l'attacco, scegliere la prevenzione e chiarire che cosa fare quando è un bambino a vomitare, per evitare di arrivare alla flebo. I segni del capitolo sull'urgenza non si valutano a distanza: sangue nel vomito, vomito verde, dolore addominale acuto o disidratazione marcata richiedono una visita immediata.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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