Sindrome dell'edificio malato
Si chiama sindrome dell'edificio malato l'insieme di disturbi che compaiono dentro un determinato edificio e si attenuano appena se ne esce.
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Si chiama sindrome dell'edificio malato l'insieme di disturbi che compaiono dentro un determinato edificio e si attenuano appena se ne esce. Di solito si tratta di un ufficio, ma una scuola, un magazzino o la propria abitazione si comportano allo stesso modo. Non è una diagnosi nel senso consueto: non esiste alcun esame che la confermi. Conviene leggerla come un segnale con due spiegazioni possibili. O i locali hanno davvero un problema, oppure la persona sta male per una ragione propria e l'edificio si trovava semplicemente lì attorno. Vanno percorse entrambe le strade, e la seconda conta di più, perché dietro di essa ci sono malattie che si curano.
Come si presenta
I disturbi sono banali e nessuno di essi, da solo, significa qualcosa:
- mal di testa, testa pesante, sensazione di aria viziata;
- secchezza, bruciore e arrossamento degli occhi, particolarmente evidenti in chi porta le lenti a contatto;
- secchezza e pizzicore alla gola, voce roca a fine giornata;
- naso chiuso o che cola senza raffreddore;
- pelle secca e pruriginosa, a volte con un'eruzione fine;
- raschio in gola, tosse, respiro sibilante;
- stanchezza, sonnolenza e quella sensazione che la testa non renda e che sia difficile concentrarsi.
Ciò che conta non è l'elenco ma il suo orario. Peggio a metà o a fine giornata lavorativa, meglio a casa la sera, nessun disturbo nel fine settimana e in vacanza, e tutto che ricomincia il primo giorno di rientro: questo è il legame con l'edificio. Il secondo argomento a favore è che i colleghi delle scrivanie vicine notino qualcosa di simile, soprattutto se è iniziato in più persone all'incirca insieme, dopo una ristrutturazione, un trasloco, mobili nuovi o modifiche alla ventilazione.
E vale anche il contrario. Se la testa fa male allo stesso modo ovunque, la stanchezza sopravvive alle vacanze e il naso resta chiuso giorno e notte, l'edificio quasi certamente non c'entra, per quanto comoda sia quella spiegazione.
Che cosa controllare nei locali
Raramente c'è una sola causa. Di solito se ne sommano diverse piccole, ciascuna sopportabile da sola, che insieme producono proprio questo quadro. Vale la pena guardare a questo.
- Ventilazione: quanta aria pulita entra davvero. Le lamentele si concentrano dove le finestre non si aprono e l'immissione d'aria è scarsa o non riceve manutenzione da anni. Avvertire l'aria stantia già a metà mattina è un indizio piuttosto affidabile.
- Climatizzatori e umidificatori: filtri intasati, bacinelle con acqua stagnante, apparecchi che nessuno pulisce da anni.
- Umidità. L'aria troppo secca produce esattamente ciò che si descrive più spesso: occhi, gola e pelle secchi e scariche di elettricità statica.
- Temperatura: conta meno il numero e più le sue oscillazioni nell'arco della giornata, oltre al getto d'aria fredda che arriva dritto sulla testa o sulla schiena.
- Polvere e fibre: moquette, archivi cartacei, tappezzerie vecchie, cantieri accanto, fotocopiatrici nella stanza comune.
- Odori ed esalazioni: vernice fresca, smalto, colla, mobili nuovi, prodotti per la pulizia, aria che arriva dalla cucina o dal garage interrato.
- Muffa e umidità di risalita: macchie su pareti e soffitto, odore di cantina, tracce di infiltrazioni. Questa va eliminata, non arieggiata.
- Illuminazione: sfarfallio dei tubi, riflessi sullo schermo, luce troppo intensa o troppo debole. Da qui nasce buona parte dei mal di testa e del bruciore agli occhi.
- Rumore e affollamento. Il brusio costante di un open space logora quanto l'aria cattiva e dà gli stessi disturbi.
- Fumo di tabacco: dall'area fumatori, dal balcone o dalle sigarette elettroniche, che la ventilazione riporta dentro.
Ciò che si attribuisce all'edificio ed è invece una malattia
È la parte più importante di questa pagina. Mal di testa, stanchezza e difficoltà di concentrazione sono i disturbi più frequenti di tutta la medicina, e hanno cause che un esame del sangue individua e che si curano. Se si spiega tutto con l'ufficio, quelle cause restano invisibili per mesi. Sotto l'«edificio malato» si nascondono soprattutto:
- anemia, in particolare da carenza di ferro: debolezza, fiato corto sulle scale, pallore, caduta dei capelli. Nelle donne con mestruazioni abbondanti è la prima ipotesi da considerare;
- malattie della tiroide. Quando funziona poco: apatia, freddo costante, pelle secca, aumento di peso e rallentamento; quando funziona troppo: palpitazioni, sudorazione, ansia e calo di peso;
- depressione e disturbo d'ansia. Molto spesso si presentano come stanchezza fisica, mal di testa e incapacità di ingranare, non come umore triste. E se il lavoro è sgradevole, lo schema «peggio in ufficio, meglio a casa» si forma da sé;
- apnee nel sonno. Si dormono abbastanza ore, ma di notte il respiro si interrompe molte volte. Di giorno: spossatezza, mal di testa al risveglio, colpi di sonno sul lavoro. Indizi: russamento, pause respiratorie notate dai familiari, peso in eccesso;
- allergia e asma. L'allergia agli acari della polvere, alle muffe o agli animali dà naso chiuso, occhi secchi e tosse, ed è anch'essa legata ai luoghi. La differenza è che qui esistono una causa vera e una terapia vera;
- emicrania. Luce, rumore, aria viziata e pasti irregolari sono fattori scatenanti noti, e un ufficio li mette insieme tutti;
- disidratazione, poco sonno, troppo caffè e l'alcol della sera prima: spiegazioni noiose, ma che si verificano prima di tutte le altre.
Un discorso a parte merita la vista. Bruciore agli occhi e mal di testa a fine giornata in chi lavora al computer significano molto spesso soltanto occhiali con la gradazione sbagliata o una presbiopia che comincia. Una visita oculistica costa poco e chiude la questione in un solo appuntamento.
Due cose da non lasciarsi sfuggire
Ci sono due situazioni in cui «sto male in questa stanza» non riguarda il comfort ma un pericolo. Entrambe sono rare ed entrambe all'inizio sembrano semplice stanchezza.
Intossicazione da monossido di carbonio. È un gas senza colore né odore, e i primi segni sono mal di testa, nausea, debolezza, capogiro e confusione. Va sospettato quando coincidono più elementi: più persone nella stessa stanza hanno mal di testa nello stesso momento, all'aperto migliorano in pochi minuti, e nell'edificio ci sono uno scaldabagno a gas, una caldaia, una stufa, un camino, un generatore o un motore acceso lì vicino. Un altro campanello d'allarme è che stiano male anche gli animali domestici. Con questo sospetto non si indaga sul posto: aprite le finestre, spegnete l'apparecchio se potete farlo subito, portate tutti all'aperto e chiamate l'ambulanza — in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina il numero unico è il 112. La valutazione medica serve anche a chi all'aria aperta si è già ripreso, perché è una condizione che si sottovaluta facilmente.
Polmonite da ipersensibilità. È un'infiammazione del polmone come risposta all'inalazione di muffe o batteri provenienti da pareti umide, umidificatori, impianti di climatizzazione o moquette vecchie. Si distingue dalla sindrome dell'edificio malato perché tosse e mancanza di fiato passano in primo piano: salire le scale diventa faticoso e a volte compare la febbre alcune ore dopo essere entrati nei locali. Qui servono il medico e una radiografia del torace, perché se l'esposizione continua la malattia evolve verso la cicatrizzazione del polmone, e quella non torna indietro.
Che cosa si può fare da soli in un paio di settimane
Prima di chiedere una verifica della ventilazione conviene raccogliere dati: con quelli il discorso cambia completamente.
- Tenete un breve diario: due settimane, una riga al giorno con dove siete stati, per quanto tempo, che cosa avete sentito e come valutate la giornata da zero a dieci. Fine settimana e vacanze compresi. Da quel registro il legame con l'edificio o si vede o non si vede.
- Arieggiate quando è possibile: poco e spesso funziona meglio di una sola volta a lungo.
- Uscite all'aperto a pranzo e nelle pause, anche col brutto tempo: è la misura più efficace dell'elenco.
- Fate pause dallo schermo e guardate lontano; se avvertite gli occhi secchi, chiedete in farmacia le lacrime artificiali.
- Bevete acqua durante la giornata e tenete il caffè entro limiti ragionevoli.
- Sistemate la postazione: luce né negli occhi né sullo schermo, flusso del condizionatore non puntato sulla testa.
- Togliete dalla scrivania e da sotto le pile di carta e gli scatoloni: è la polvere più a portata di mano che ci sia.
- Almeno in quelle due settimane dormite quanto vi serve, altrimenti il diario non sarà interpretabile.
Con chi parlare dell'edificio
Se i disturbi non sono solo vostri, rivolgersi al datore di lavoro o all'amministratore dell'edificio funziona meglio che parlarne uno alla volta: più persone con due settimane di annotazioni sono già un motivo per far controllare i locali, un singolo dipendente scontento di solito no. Conviene chiedere cose concrete: manutenzione della ventilazione e dei climatizzatori, sostituzione dei filtri, misurazione di temperatura e umidità, ricerca dell'origine dell'umidità, revisione dell'illuminazione. Sulle condizioni di lavoro ci si può rivolgere all'ispettorato del lavoro o all'organo equivalente del proprio Paese; il nome dipende da dove si vive. E se nei locali ci sono apparecchi a gas, la loro manutenzione e la verifica del tiraggio sono obblighi del proprietario e non ammettono rinvii.
Quando andare dal medico e che cosa cercherà
Vale la pena consultare il medico se i disturbi durano più di qualche settimana, ostacolano il lavoro o non passano nemmeno in vacanza. Non aspettate se compaiono tosse o fiato corto che non se ne vanno, se state perdendo peso, se la febbre persiste o se il mal di testa è di un tipo nuovo: più forte di prima, oppure tale da svegliarvi di notte.
Alla visita si chiede di solito come i disturbi seguano il tempo e il luogo, del lavoro e della casa, del sonno, dell'umore e dei farmaci che assumete. Poi il passo più frequente è un normale esame del sangue — emocromo, ferro, ormoni tiroidei — perché con quel breve elenco si copre la maggior parte delle malattie che si travestono. Con tosse e mancanza di fiato si aggiungono le prove di funzionalità respiratoria e la radiografia del torace; se si sospetta un'allergia si invia all'allergologo; se c'è russamento con pause, a uno studio del sonno. Tutto serve a una cosa sola: assicurarsi che dietro i disturbi non ci sia una malattia. Se non c'è, allora resta davvero da occuparsi dei locali, e questa è una buona notizia, non una scusa.
Consulto online
Qui la conversazione rende più di quanto sembri, perché il lavoro principale non è la visita ma la ricostruzione delle circostanze. Il medico di Oladoctor vi aiuterà a capire se esiste un legame reale con l'edificio o se il quadro indica altro; vi dirà quali esami conviene fare per primi, per non controllare tutto alla cieca; esaminerà con voi il diario delle due settimane; e vi spiegherà che cosa chiedere al datore di lavoro e a che cosa fare attenzione in casa. Se da quanto racconterete emergerà il monossido di carbonio, un'infiammazione polmonare o un'altra condizione che richiede una visita di persona, ve lo diranno subito.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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