Sindrome di Tourette
La sindrome di Tourette è un disturbo neurologico caratterizzato dalla presenza di più tic motori e di almeno un tic vocale, che durano da oltre un anno.
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Medicinali comunemente utilizzati per Sindrome di Tourette
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 2 mgPrincipio attivo: risperidoneProduttore: Krka D.D. Novo MestoPrescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 15 mgPrincipio attivo: aripiprazoleProduttore: Laboratorios Liconsa S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 20 mgPrincipio attivo: aripiprazoleProduttore: Laboratorios Normon S.A.Prescrizione richiesta
Sindrome di Tourette
La sindrome di Tourette è un disturbo neurologico caratterizzato dalla presenza di più tic motori e di almeno un tic vocale, che durano da oltre un anno. In genere comincia tra i 5 e i 7 anni, tocca il picco in adolescenza e nella maggior parte delle persone si attenua nell'età adulta. Non dipende dal carattere e non è il risultato dell'educazione ricevuta: i tic nascono dal funzionamento particolare delle aree cerebrali che governano il movimento, e la persona non può semplicemente "darsi un contegno".
Che cosa sono i tic
- motori semplici: ammiccamento, sollevare le sopracciglia, scatti del capo, alzata di spalle, smorfie;
- motori complessi: sequenze di movimenti, come saltare, toccare oggetti o ripetere i gesti degli altri;
- vocali semplici: raschiare la gola, grugniti, tirare su col naso, fischi, rumori gutturali;
- vocali complessi: parole e frasi, ripetizione di quello che si sente o delle proprie parole.
Un tratto centrale, che chi sta accanto dovrebbe conoscere: il tic è quasi sempre preceduto da una sensazione interna di tensione crescente — un prurito, una pressione, un bisogno di muoversi. Il tic dà sollievo. Per questo la persona riesce a trattenere un tic per un certo tempo, ma non gratis: la tensione si accumula e poi i tic escono con più forza. Il bambino che "è stato fermo per tutta la lezione" spesso esplode in tic appena suona la campanella, e non è cattiva condotta: è il conto di ciò che ha trattenuto.
Come evolve nel tempo
- i tic vanno a ondate: si intensificano e si placano da soli, e cambiano forma;
- aumentano con il nervosismo, la stanchezza, l'eccitazione e le malattie, e a volte anche con una gioia intensa;
- diminuiscono quando la persona è concentrata su qualcosa che le interessa;
- nel sonno di solito si riducono, pur potendo persistere;
- il picco si colloca tra i 10 e i 14 anni; dopo, la maggioranza migliora;
- circa un terzo degli adulti non ha più tic, un altro terzo li ha lievi e un terzo li conserva.
A proposito della coprolalia
Pronunciare parolacce è il tratto più conosciuto, ed è anche il più raro: riguarda meno del 10 % delle persone con sindrome di Tourette. Lo stereotipo del cinema fa molti danni: c'è chi non chiede aiuto perché "il suo caso non è così", e chi sta intorno non riconosce le manifestazioni reali.
Disturbi associati
Questa è una parte importante: nella maggior parte delle persone sono i disturbi associati, e non i tic, a incidere di più sulla vita di ogni giorno.
- disturbo da deficit di attenzione e iperattività;
- disturbo ossessivo-compulsivo;
- disturbi d'ansia;
- difficoltà di apprendimento, in particolare nella scrittura;
- disturbi del sonno;
- scoppi di rabbia e difficoltà di autoregolazione;
- sensibilità aumentata a rumori, luci e consistenze.
Quando rivolgersi al medico
- i tic durano da più di un anno;
- interferiscono con la scuola, il lavoro o le relazioni;
- i tic fanno male o provocano lesioni: scatti bruschi del collo, colpi contro sé stessi;
- il bambino viene preso in giro o subisce prepotenze per via dei tic;
- sono comparsi pensieri ossessivi e rituali;
- ci sono difficoltà di attenzione e di apprendimento;
- l'umore si è abbassato oppure è comparsa ansia;
- i tic sono comparsi all'improvviso in età adulta: è atipico e richiede una valutazione neurologica;
- insieme ai tic compaiono debolezza, disturbi della coordinazione o cambiamenti della vista.
Come si arriva alla diagnosi
Non esistono esami specifici: la diagnosi è clinica e si basa sul racconto e sull'osservazione. Il medico chiede l'età di esordio, il tipo di tic, da quanto durano, se c'è la sensazione che li precede, e valuta i disturbi associati. Gli accertamenti — risonanza, elettroencefalogramma, analisi — si richiedono solo se il quadro è atipico, per escludere altre cause. È molto utile portare un video dei tic: in ambulatorio tendono a sparire.
Trattamento
Non sempre si tratta: se i tic non danno fastidio, bastano una spiegazione del quadro e un monitoraggio nel tempo. La terapia parte quando i tic interferiscono con la vita.
- terapia comportamentale: è il trattamento di prima scelta. Si impara a riconoscere la sensazione che precede il tic e a eseguire al suo posto un movimento incompatibile; l'efficacia è paragonabile a quella dei farmaci, senza effetti indesiderati;
- terapia di accettazione e impegno e lavoro di consapevolezza: aiutano a ridurre la tensione legata ai tic;
- farmaci nei tic marcati: molecole che agiscono sul sistema dopaminergico, alcuni antipertensivi a basse dosi e infiltrazioni di tossina botulinica nei tic localizzati;
- cura dei disturbi associati: spesso è ciò che porta più sollievo di tutto;
- stimolazione cerebrale profonda nelle forme molto gravi dell'adulto, quando il resto non ha funzionato;
- sostegni a scuola: poter uscire dall'aula, tempo aggiuntivo nelle verifiche, una spiegazione ai compagni.
Che cosa aiuta nella vita di ogni giorno
- non commentare i tic e non chiedere di smettere: aumenta la tensione e li intensifica;
- dormire a sufficienza e mantenere ritmi prevedibili;
- abbassare il livello di stress dove è possibile;
- attività fisica;
- attività che assorbono: mentre durano, i tic diminuiscono;
- spiegare la situazione a insegnanti e compagni: la trasparenza toglie gran parte della tensione;
- limitare la caffeina se si nota una relazione;
- gruppi di sostegno, sia per il bambino sia per i genitori.
Domande frequenti
Passa? Nella maggior parte delle persone i tic si attenuano nettamente con l'arrivo dell'età adulta.
Si può trattenere un tic? Per un po' sì, ma al prezzo di una tensione che cresce. Richiede sforzo e stanca.
È colpa dell'educazione? No. È un disturbo neurologico con una componente ereditaria importante.
Incide sull'intelligenza? No. Le difficoltà di apprendimento, quando ci sono, dipendono dai disturbi associati e non dai tic.
Servono i farmaci? Solo se i tic interferiscono. A molte persone bastano la terapia comportamentale e la comprensione di chi sta intorno.
Consulto online
Nel consulto online il medico analizza il tipo e l'andamento dei tic a partire dal racconto e dai video, spiega in che cosa la sindrome di Tourette reale differisce dall'idea diffusa che se ne ha, valuta i disturbi associati — attenzione, ansia, ossessioni — e aiuta a decidere se serve una terapia adesso e da dove conviene cominciare.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Revisionato dal punto di vista medico da
Revisionato il 1 ago 2026
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