Tachicardia sopraventricolare (TSV)
La tachicardia sopraventricolare, o TSV, è fatta di episodi di battito molto rapido che iniziano e finiscono di colpo, come se qualcuno avesse premuto un…
In questa pagina
- Come si riconosce un episodio
- Che cosa succede nel cuore e che cosa favorisce gli episodi
- Manovre che possono interrompere un episodio
- Quando chiamare i soccorsi
- Perché è decisivo registrare l'episodio sull'elettrocardiogramma
- Che cosa propone la terapia
- L'ablazione: gli episodi possono sparire per sempre
- Consulto online
Medicinali comunemente utilizzati per Tachicardia sopraventricolare (TSV)
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: MODIFIED-RELEASE CAPSULE, 300 mgPrincipio attivo: diltiazemProduttore: Esteve Pharmaceuticals S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: MODIFIED-RELEASE CAPSULE, 120 mgPrincipio attivo: diltiazemProduttore: Viatris Healthcare LimitedPrescrizione richiestaForma farmaceutica: MODIFIED-RELEASE CAPSULE, 300 mgPrincipio attivo: diltiazemProduttore: Dermogen-Farma S.A.Prescrizione richiesta
La tachicardia sopraventricolare, o TSV, è fatta di episodi di battito molto rapido che iniziano e finiscono di colpo, come se qualcuno avesse premuto un interruttore. Un attimo prima andava tutto normalmente e all'improvviso il cuore corre a una velocità che non si spiega né con lo sforzo né con l'emozione. È una situazione che spaventa parecchio, ma che quasi mai mette in pericolo la vita. E, a differenza di molte malattie cardiache, non si limita a essere controllabile: nella maggior parte dei casi si può eliminare del tutto, cosa che moltissime persone con TSV non si sentono mai dire.
Come si riconosce un episodio
Un episodio di TSV si riconosce non da quanto forte batte il cuore, ma da come è fatto.
- Inizio brusco e fine altrettanto brusca. Fra «sto bene» e «il cuore mi martella» passa un solo battito. Finisce allo stesso modo: molti descrivono un colpo o un vuoto dentro il torace, dopo il quale torna subito la calma.
- Ritmo regolare e molto veloce. Il cuore batte in fretta ma regolarmente, senza pause né inciampi, come un metronomo regolato troppo veloce. È questo che distingue la TSV dalla fibrillazione atriale, dove il ritmo è irregolare e scomposto.
- Pulsazione al collo. Molte persone avvertono un battito vicino alla gola e a volte si vedono pulsare le vene del collo. È un dato caratteristico e vale la pena riferirlo al medico.
- Debolezza, affanno, lieve capogiro, ansia, sensazione di non riuscire a prendere aria. Spesso, appena l'episodio finisce, arriva lo stimolo a urinare: fa parte del quadro, non è una coincidenza.
Di norma l'episodio dura da pochi minuti a un'ora o due, più raramente di più. Può ripresentarsi una volta ogni diversi anni oppure più volte a settimana, e non è prevedibile. Il primo arriva spesso in giovane età, ma non è affatto raro esordire a quaranta o a sessant'anni.
Che cosa succede nel cuore e che cosa favorisce gli episodi
Il ritmo è dettato dal sistema elettrico del cuore: l'impulso nasce nell'atrio e percorre una via ben definita fino ai ventricoli. Nella TSV nella parte alta del cuore esiste una zona in più o una via di conduzione aggiuntiva lungo la quale l'impulso può girare in circolo. Basta che un battito anticipato entri in quel circuito perché lo stimolo cominci a ruotare da solo, imponendo al cuore il proprio ritmo accelerato. Quando il circuito si interrompe, l'episodio cessa all'istante. Da qui la bruschezza a entrambe le estremità.
Non è un cuore consumato né il conto da pagare per uno stile di vita sbagliato. Questa particolarità delle vie di conduzione è quasi sempre presente dalla nascita, semplicemente non si era ancora manifestata. Il cuore in sé di solito è sano e l'ecografia non mostra alterazioni della sua struttura.
Alcune circostanze rendono gli episodi più frequenti: dormire poco, caffè forte e bevande energetiche, alcol, stress, disidratazione, febbre alta, tiroide iperattiva, sostanze stimolanti e certi rimedi per il raffreddore ad azione vasocostrittrice. C'è chi individua sempre un fattore scatenante e chi non lo trova mai: entrambe le cose sono normali.
Manovre che possono interrompere un episodio
Un episodio si può provare a interrompere senza farmaci. Queste manovre agiscono attraverso il nervo vago, che rallenta la conduzione dell'impulso nel cuore, e per questo si chiamano manovre vagali. Non funzionano sempre, ma vale la pena tentare.
- Spingere a glottide chiusa. Inspirare, trattenere il respiro e spingere con forza, come per andare di corpo, per una quindicina di secondi, poi rilassarsi. Funziona nettamente meglio se subito dopo ci si sdraia sulla schiena e si sollevano le gambe.
- Soffiare a bocca chiusa. Tapparsi il naso, tenere la bocca chiusa e provare a soffiare con forza: l'aria non esce e la pressione dentro il torace aumenta.
- Freddo sul viso. Lavarsi con acqua molto fredda, appoggiare una borsa del ghiaccio avvolta in un asciugamano o immergere il viso in acqua fredda per qualche secondo.
Due condizioni, senza le quali questi consigli servono a poco. La prima: le manovre deve mostrarle un medico, che confermerà anche che i suoi episodi sono di quelli che rispondono e spiegherà quanti tentativi fare e per quanto tempo. La seconda: non massaggiarsi mai il collo da soli. La pressione sull'arteria carotide viene effettivamente usata, ma solo da un medico e solo dove c'è il modo di intervenire se il ritmo rallenta troppo; in età avanzata e in presenza di arterie indurite è pericolosa. Le manovre si eseguono da seduti o sdraiati, mai alla guida, in vasca o in acqua. Se dopo due o tre tentativi non cede, non insistere: serve aiuto.
Quando chiamare i soccorsi
Un episodio breve, risolto da solo, è un motivo per prenotare una visita con calma. Ci sono però situazioni in cui non si può aspettare.
Chiama i soccorsi (in Europa è attivo il numero unico 112) se, insieme al battito accelerato, compaiono:
- dolore, pressione o senso di costrizione al petto;
- affanno marcato, impossibilità di parlare con frasi intere;
- svenimento o sensazione di stare per svenire: vista che si oscura, tutto che gira, gambe che cedono;
- pallore improvviso, sudore freddo, confusione;
- un episodio che non si ferma: più lungo di quelli che di solito ha lei, oppure oltre la mezz'ora, con le manovre vagali già tentate senza esito.
In quelle condizioni non si guida: né per andare in ospedale da soli, né per accompagnare chi sta avendo l'episodio. Se un battito del genere compare per la prima volta nella vita e non si capisce che cosa stia succedendo, conviene chiamare comunque: registrare il ritmo mentre è presente è importante.
Perché è decisivo registrare l'episodio sull'elettrocardiogramma
Qui sta la difficoltà centrale di tutto l'argomento: fra un episodio e l'altro l'elettrocardiogramma è di solito del tutto normale. La persona arriva dal medico due giorni dopo, il tracciato viene eseguito, risulta pulito e il colloquio si chiude con un «lei non ha nulla». Diagnosi non ce n'è, perché quello che va colto non è il cuore a riposo, ma l'episodio stesso.
Per questo gli accertamenti ruotano attorno a un unico obiettivo: ottenere una registrazione del ritmo mentre il cuore corre.
- un elettrocardiogramma eseguito durante l'episodio è la cosa più preziosa che ci sia; se capita dove c'è assistenza sanitaria, chieda il tracciato subito, senza aspettare che passi;
- monitoraggio continuo di 24 ore o di più giorni, quando gli episodi sono frequenti;
- registratore di eventi, che si porta per settimane e si attiva quando l'episodio inizia: con crisi rare è l'unica strada;
- i tracciati dei dispositivi personali con funzione elettrocardiografica non sostituiscono un esame completo, ma possono mostrare al medico com'è fatto il ritmo;
- esami del sangue per la tiroide ed ecografia del cuore, per capire se c'è una causa concomitante.
Finché la diagnosi manca, aiuta molto un diario breve: data, ora, durata, che cosa si stava facendo, come è finito. Quell'appunto dice al medico più di quanto sembri.
Che cosa propone la terapia
Se gli episodi sono rari, brevi e ben tollerati, può non servire alcuna terapia: basta saperli interrompere e togliere di mezzo i fattori scatenanti evidenti.
Quando invece intralciano la vita quotidiana entrano in gioco i farmaci. Alcuni si somministrano in vena in ospedale per troncare un episodio prolungato: agiscono in pochi secondi e una sensazione sgradevole e passeggera al petto è prevista. Altri si prendono in compresse, in modo continuativo o all'occorrenza, per ridurre la frequenza degli episodi: di solito betabloccanti o calcioantagonisti. Li sceglie il medico, e non è una formalità: un farmaco utile in un'aritmia può essere pericoloso in un'altra, perciò prendere «qualcosa per il cuore» su consiglio di un conoscente non è ammissibile. Se l'episodio non si interrompe con nulla e le condizioni sono impegnative, in ospedale si ricorre alla cardioversione, una breve scarica in sedazione che ripristina il ritmo normale.
Meritano un discorso a parte la guida, gli sforzi intensi e la programmazione di una gravidanza. Quasi sempre non ci sono limitazioni, o sono temporanee, ma la risposta dipende da come si comportano i suoi episodi.
L'ablazione: gli episodi possono sparire per sempre
Questa è la parte per cui vale la pena arrivare in fondo. Nella TSV non esiste soltanto il modo di spegnere gli episodi, ma anche quello di eliminarne la causa.
L'ablazione transcatetere si esegue senza incisioni: attraverso una vena dell'inguine si portano al cuore cateteri sottili, si individua quella via di conduzione in più e la si distrugge in modo mirato con il calore o con il freddo. Dura di solito qualche ora e si torna a casa lo stesso giorno o l'indomani. Nella maggior parte delle forme di TSV la procedura risolve la causa in via definitiva: gli episodi non tornano e le compresse di mantenimento non servono più.
Come ogni intervento comporta dei rischi; sono contenuti e vengono spiegati in dettaglio prima, insieme al tipo preciso di TSV che le è stato riscontrato, da cui dipende anche la probabilità di successo. Il punto è un altro: se gli episodi sono frequenti, lunghi o semplicemente avvelenano le giornate con l'attesa del prossimo, ha senso sollevare lei stesso il tema dell'ablazione, senza aspettare che venga proposta. Molti convivono per anni con le crisi convinti di non avere alternative, e un'alternativa c'è.
Consulto online
L'episodio in corso non si affronta a distanza: se è grave o non si interrompe serve il soccorso. Tutto ciò che sta attorno all'episodio, invece, si gestisce bene online. Il medico ricostruirà come esattamente inizia e finisce il suo battito accelerato: già da quella descrizione spesso si intuisce se si tratta di TSV o di altro, e quale esame chiedere per catturare il ritmo. La aiuterà a pianificare quella registrazione: che cosa chiedere se l'episodio la coglie in ambulatorio e quale tipo di monitoraggio proporre al cardiologo. Le spiegherà e le mostrerà le manovre vagali, se nel suo caso sono adatte. Rileggerà tracciati e referti già disponibili e le dirà che cosa significa la forma di TSV individuata. E parlerà di ablazione: a chi viene proposta, che cosa aspettarsi e quali domande portare alla visita con l'aritmologo.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Tachicardia sopraventricolare (TSV)
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