Tagli e abrasioni
Quasi ogni ferita domestica si può curare fino in fondo a casa: fermare il sangue, lavare, coprire, e nel giro di qualche giorno comincia a chiudersi.
In questa pagina
Medicinali comunemente utilizzati per Tagli e abrasioni
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TOPICAL SOLUTION, 30 mg/mlPrincipio attivo: hydrogen peroxideProduttore: Peroxfarma S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: TOPICAL SOLUTION, 3 gPrincipio attivo: hydrogen peroxideProduttore: Laboratorio Reig Jofre, S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: CREAM, 2%Principio attivo: fusidic acidProduttore: Isdin S.A.Prescrizione richiesta
Quasi ogni ferita domestica si può curare fino in fondo a casa: fermare il sangue, lavare, coprire, e nel giro di qualche giorno comincia a chiudersi. La difficoltà non sta nella medicazione, ma nel distinguere per tempo tre situazioni: quando basta un cerotto, quando serve il medico nelle ore successive e quando si conta in minuti e si chiama l'ambulanza. Le vediamo una per una e, già che ci siamo, come capire che la ferita si sta infettando.
Come fermare il sangue
Funziona una cosa sola: comprimere. Tutto il resto è di contorno.
- Guardate la ferita e assicuratevi che dentro non sia rimasto nulla.
- Se è pulita, premete con una garza piegata, una benda o un panno pulito e tenete la pressione per dieci minuti senza mollare. Senza mollare è da prendere alla lettera: ogni occhiata per vedere «se ha smesso» strappa il coagulo appena formato e azzera il conteggio.
- Se dalla ferita sporge un vetro, una scheggia o un chiodo, non toglietelo. Il frammento spesso fa da tappo e uscendo taglia una seconda volta. Comprimete il panno ai due lati dell'oggetto, avvicinando i margini della ferita, e non premete sopra di esso.
- Il braccio o la gamba feriti si possono sollevare, così il sangue esce con meno forza, ma da solo questo non ferma l'emorragia. Sollevate e continuate a premere.
- Quando il sangue si arresta, applicate sopra una fasciatura. Se la garza si inzuppa del tutto, non toglietela: aggiungetene un'altra sopra e premete altri dieci minuti.
Dite sempre al medico se assumete farmaci che fluidificano il sangue: in quel caso l'emorragia si ferma molto più lentamente e un cerotto raramente basta.
Come lavare la ferita e con che cosa coprirla
Una volta fermato il sangue, una ferita piccola si può medicare da soli.
- Lavatevi le mani e indossate guanti monouso, se ne avete.
- Sciacquate la ferita con acqua pulita, di rubinetto se è potabile oppure in bottiglia. Tenetela un paio di minuti sotto un getto leggero: portare via lo sporco meccanicamente conta più di qualsiasi antisettico.
- Disinfettate la pelle intorno alla ferita, ma non versate l'antisettico all'interno. Acqua ossigenata, alcol e iodio dentro la ferita danneggiano il tessuto vivo e rallentano la guarigione.
- Tamponate il contorno con una garza asciutta e coprite la ferita con una medicazione sterile o un cerotto.
- Cambiate la medicazione quando si bagna o si sporca e non lasciate seccare la ferita: sotto una medicazione che mantiene l'umidità si chiude prima e la cicatrice viene più ordinata che sotto una crosta dura.
Le abrasioni meritano un discorso a parte. Se dentro sono entrati sabbia, pietrisco dell'asfalto o terra, tutto questo va tolto nelle prime ore, altrimenti le particelle restano nella pelle e diventano puntini scuri che poi non se ne vanno più. A casa lo si fa con acqua e una garza morbida, con pazienza; se fa troppo male per riuscirci, il lavaggio lo esegue il medico in anestesia locale.
Se la ferita fa male vanno bene i comuni antidolorifici da banco, paracetamolo o ibuprofene. A bambini e adolescenti l'aspirina non si dà. E anche per un adulto con una ferita aperta non è la scelta migliore, perché ostacola la coagulazione.
Quando chiamare l'ambulanza
Chiamate il 112 o andate direttamente al pronto soccorso se:
- il sangue esce a getto o a fiotti, è rosso vivo e la compressione non lo frena;
- l'emorragia non si ferma dopo dieci o venti minuti di pressione decisa;
- vicino alla ferita è scomparsa la sensibilità, oppure un dito o l'arto non si muovono bene: segno che sono coinvolti un nervo o un tendine;
- la ferita è profonda o estesa, i margini si allontanano, si vedono grasso, muscolo o osso;
- c'è un taglio profondo sul viso, sul palmo della mano o sulle dita;
- un oggetto è rimasto conficcato, e non dovete estrarlo da soli;
- la persona è impallidita, ha sudore freddo, è assonnata o confusa: sono segni di una perdita di sangue importante.
In quello stato non mettetevi alla guida: fatevi accompagnare o chiamate l'ambulanza. Portate con voi l'elenco dei farmaci che assumete.
Quando la ferita va mostrata al medico senza chiamare l'ambulanza
Ci sono ferite che non impressionano e che comunque a casa non si portano a termine. Rivolgetevi al medico in giornata se:
- i margini restano aperti e non si accostano con un cerotto: possono servire punti o colla chirurgica. Si fa nelle prime ore, perché suturare il giorno dopo non è più il caso e la ferita viene lasciata chiudere da sola;
- la ferita è da punta e stretta, provocata da un chiodo, un punteruolo, un dente o un filo di ferro. Sembrano inezie e sono invece quelle che si infettano più volentieri, perché sono profonde e non c'è modo di lavarle dentro;
- vi ha morso un animale o una persona. I morsi di gatto e quelli umani si infettano con particolare facilità e quasi sempre si trattano con antibiotici. Se il morso è avvenuto all'estero, o l'animale era selvatico o si comportava in modo strano, ditelo subito: potrebbe essere il caso di valutare la profilassi della rabbia;
- la ferita si è sporcata di terra, letame o ruggine. Coglietene l'occasione per ricordare quando avete fatto l'ultima vaccinazione contro il tetano: con una ferita sporca il richiamo si anticipa rispetto a una pulita, e l'intervallo preciso ve lo dirà il medico;
- vi siete tagliati con il vetro. Un frammento piccolo in profondità non si vede né si sente al tatto, ma continua a far suppurare la ferita: a volte serve una radiografia o un'ecografia;
- avete il diabete, una cattiva circolazione alle gambe o assumete farmaci che abbassano le difese. In quel caso anche una ferita minuscola sul piede è un motivo per farsi vedere, non per stare a guardare.
Come capire che la ferita si è infettata
Il primo giorno ogni ferita si arrossa un po' e dà fastidio: è una reazione normale. Preoccupa invece che dal secondo o terzo giorno le cose non migliorino ma peggiorino:
- il rossore si allarga oltre i margini e conquista pelle prima sana;
- il dolore aumenta invece di attenuarsi;
- la pelle intorno è calda, gonfia e tesa;
- esce un liquido torbido o giallastro e compare un cattivo odore;
- arrivano febbre, brividi e linfonodi ingrossati all'ascella o all'inguine;
- dalla ferita parte una striscia rossa in direzione del tronco.
Con questi segni si va dal medico senza aspettare il fine settimana: di solito si risolve con antibiotici e una medicazione corretta, ma più tardi si comincia, più bisogna intervenire.
Resta una cosa rara e molto pericolosa di cui quasi non si parla. Se il dolore intorno alla ferita diventa insopportabile e non ha alcuna proporzione con le dimensioni del taglio, se il rossore avanza a vista d'occhio nel giro di ore e non di giorni, se la pelle si scurisce, diventa violacea o si riempie di bolle, e la persona nel frattempo sta chiaramente male, con febbre alta, spossatezza e confusione, può trattarsi di un'infezione rapida dei tessuti profondi. Richiede un intervento chirurgico immediato e qui si conta in ore. Non aspettate il mattino: chiamate l'ambulanza.
Come si chiude tutto questo
Un taglio piccolo si chiude in qualche giorno, un'abrasione si ricopre di pelle nuova in una o due settimane. Una cicatrice fresca ha un aspetto peggiore di quello che avrà alla fine: è rosata, dura e prude. Per maturare del tutto impiega circa un anno, schiarendosi e appiattendosi poco per volta.
Ciò che migliora il risultato: non staccare la crosta, non lasciare seccare la ferita e proteggere dal sole la cicatrice mentre matura, perché sul tessuto cicatriziale giovane la pigmentazione si fissa con facilità. Se la cicatrice si allarga, si solleva sopra la pelle o tira sul movimento di un'articolazione, se ne parla al medico a parte, e meglio prima che sia passato l'anno.
Il prurito in una ferita che guarisce è normale e passa da solo. L'intorpidimento o le sensazioni strane nella zona di pelle oltre il taglio che non spariscono nel giro di qualche settimana meritano invece un controllo: può essersi lesionato un piccolo nervo.
Consulto online
A distanza si risolve la domanda principale: se basta un cerotto o se la ferita va vista, e con quanta urgenza. Inviate una foto con buona luce e raccontate con che cosa e quando vi siete tagliati; il medico valuterà profondità e margini, dirà se servono punti e se siete ancora nei tempi, e indicherà come medicare e ogni quanto cambiare la fasciatura. Online è comodo anche rivedere una ferita che guarisce più lentamente del previsto, sistemare la vaccinazione antitetanica e parlare della cura di una cicatrice recente. Le situazioni dell'elenco d'emergenza non si affrontano a distanza: un'emorragia importante, un oggetto conficcato, la perdita di sensibilità e un dolore che cresce in fretta vanno visti subito.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Tagli e abrasioni
Parla con un medico di sintomi, possibili opzioni di trattamento e dei prossimi passi per Tagli e abrasioni.














