In questa pagina
Un testicolo non disceso è un testicolo che non si trova nello scroto perché è rimasto a metà del percorso che avrebbe dovuto compiere prima della nascita: nel canale inguinale o più in alto, nell'addome. È una delle caratteristiche più frequenti con cui i maschietti vengono al mondo, e nei nati prematuri si riscontra nettamente più spesso. La parola «criptorchidismo», con cui i medici chiamano questa condizione, suona inquietante, ma dietro c'è un problema comprensibile e del tutto risolvibile. La cosa principale che i genitori devono sapere è questa: in una parte dei bambini tutto si sistema da solo nei primi mesi e, se non si sistema, esiste un intervento programmato e semplice, che non si fa «più avanti» ma a un'età precisa, e le ragioni ci sono.
Come ci si accorge
Nella maggior parte dei casi lo trova il medico durante la visita del neonato, nei primi giorni di vita, e in seguito lo si controlla alle visite programmate del primo anno. Anche i genitori possono benissimo notarlo: da un lato lo scroto appare vuoto e più piccolo, e dentro non si riesce a palpare alcuna formazione rotonda e mobile.
Se volete verificare da soli, fatelo al caldo e con calma: nel bagnetto tiepido o subito dopo, quando il bambino è rilassato. Le mani devono essere calde, perché con il freddo e con il contatto il muscolo tira il testicolo verso l'alto, e su un fasciatoio freddo si rischia di non trovare ciò che in realtà è al suo posto. Palpate delicatamente lo scroto da entrambi i lati.
Non cercate di fare la diagnosi da soli e tanto meno di rimettere a posto qualcosa. Il controllo casalingo ha un altro scopo: accorgersi che manca un lato e dirlo al medico. Sarà poi lui a stabilire dove si trova esattamente il testicolo, se si palpa nell'inguine e se il lato interessato è uno o entrambi: da questo dipendono le mosse successive e la loro rapidità.
Perché succede
I testicoli si formano nell'addome del feto e scendono nello scroto verso la fine della gravidanza. Il senso di questo spostamento è semplice: nello scroto la temperatura è di un paio di gradi più bassa che all'interno del corpo, ed è esattamente la temperatura che in futuro servirà agli spermatozoi per maturare normalmente. A volte il percorso resta incompiuto e il testicolo si ferma per strada.
Nel singolo caso la causa esatta di solito non si può indicare. Si conoscono però le circostanze in cui accade più spesso: la nascita prima del termine (i testicoli semplicemente non hanno fatto in tempo a scendere), il basso peso alla nascita, la stessa caratteristica nel padre o in un fratello. Di rado fa parte di un quadro più ampio legato a particolarità ormonali o genetiche: il medico vi presta attenzione se non sono discesi entrambi i testicoli o se ci sono altri segni insoliti.
Vale la pena dire a parte che cosa non compare in questo elenco: né il comportamento della madre durante la gravidanza, né come è andato il parto, né le cure prestate al bambino portano a questo. È una caratteristica dello sviluppo, non una mancanza di qualcuno.
Testicolo retrattile: una causa frequente di allarme inutile
Prima di preoccuparsi bisogna escludere una condizione che non richiede alcuna terapia. Nei bambini piccoli è molto sviluppato un riflesso per cui un muscolo tira il testicolo verso l'alto, nell'inguine, in risposta al freddo, allo spavento, al contatto. Un testicolo così si dice retrattile, cioè che si ritrae.
La differenza è semplice: il testicolo retrattile può essere portato delicatamente giù nello scroto e vi rimane almeno per un po', per poi risalire da solo. Quello non disceso, invece, nello scroto non scende affatto oppure risale subito. Il testicolo retrattile è una variante della norma, non richiede terapia e, verso l'età scolare, il riflesso si attenua e smette di nascondersi.
È proprio per questo riflesso che i genitori si spaventano per nulla: la sera nella vaschetta ci sono entrambi i testicoli e la mattina, sul fasciatoio fresco, uno non si trova. A distinguere le due situazioni è il medico durante la visita, in una stanza calda e senza fretta. Il testicolo retrattile va comunque mostrato alle visite programmate: molto di rado con il tempo smette di scendere, e allora l'approccio cambia.
Scenderà da solo? E perché non conviene aspettare a lungo
In una quota consistente di bambini il testicolo scende da sé nei primi mesi di vita e non serve alcuna terapia. Per questo subito dopo la nascita di norma non si ha fretta: il bambino viene semplicemente seguito alle visite programmate.
Ma se ciò non è accaduto nei primi mesi, continuare ad aspettare non porta quasi nulla mentre il tempo passa. Dopo i sei mesi la discesa spontanea è rara, e allora si programma l'intervento. L'impostazione standard è eseguirlo nel corso del primo o del secondo anno di vita, il più delle volte entro i diciotto mesi; l'età precisa la stabilisce il chirurgo pediatra o l'urologo.
Perché così e non «aspettiamo che cresca». Le ragioni sono due, entrambe pratiche. La prima: il tessuto del testicolo che resta fuori dallo scroto, alla temperatura più alta dell'interno del corpo, cambia progressivamente, e più a lungo dura questa situazione più ne risente la futura capacità di avere figli; un intervento eseguito per tempo previene quelle alterazioni. La seconda: un testicolo collocato nello scroto si può guardare e palpare, quindi ci si può accorgere in tempo se qualcosa non va. Finché resta nascosto nell'inguine o nell'addome, nessun controllo è possibile.
Perciò, se il medico dice «seguiamo fino a una certa età, poi si opera», non è un rinvio ma un calendario. Conviene annotare la data della visita successiva e non saltarla.
L'intervento: in che cosa consiste
L'intervento si chiama orchidopessi. Il chirurgo individua il testicolo, lo libera da ciò che ne impedisce la discesa, lo porta nello scroto e lo fissa lì. È una procedura programmata e ampiamente consolidata, eseguita in anestesia generale; nella maggior parte dei casi il bambino viene dimesso in giornata o il giorno dopo.
Se il testicolo si palpa nell'inguine, di norma basta una piccola incisione. Se non si palpa affatto, si esegue prima una laparoscopia — un'ispezione attraverso un forellino — per individuarlo nell'addome e decidere come procedere; a volte il trattamento viene diviso in due tempi. Vale la pena conoscere anche un'altra eventualità: raramente si scopre che da quel lato il testicolo non c'è o non si è sviluppato, e in tal caso il chirurgo spiega subito che cosa significa per il bambino.
Il recupero è di solito semplice. Per qualche giorno può esserci fastidio, gestibile con i comuni antidolorifici pediatrici alla dose prevista per l'età; per un paio di settimane si limitano i giochi movimentati, i cavalcabili e tutto ciò che preme sull'inguine. Si rivolga al medico prima del previsto se il bambino ha febbre, se la ferita arrossa o secerne, se lo scroto si gonfia molto o se il bambino è insolitamente inquieto. Serve poi una visita di controllo: il medico verificherà che il testicolo sia rimasto fissato al suo posto e cresca regolarmente.
Da adulto: fertilità, rischio di tumore e abitudine all'autopalpazione
Meglio saperlo con calma e in anticipo che scoprirlo per caso e spaventarsi.
Quanto ad avere figli, nella maggior parte degli uomini operati per tempo per un solo testicolo non disceso le cose vanno come per chiunque altro. Quando erano interessati entrambi i testicoli la probabilità di difficoltà a concepire è più alta, ma si tratta appunto di una probabilità e non di una condanna, e in età adulta la si verifica con un semplice spermiogramma.
Secondo punto: il testicolo non disceso si associa a un rischio più alto di tumore del testicolo in futuro. Qui conta la proporzione. Il tumore del testicolo è una malattia rara, e anche aumentato il rischio resta contenuto; per di più è fra i tumori che rispondono meglio alle cure, soprattutto se individuati precocemente. L'intervento nell'infanzia non elimina del tutto quel rischio, ma riporta il testicolo dove lo si può esaminare, e l'esame è proprio lo strumento principale della diagnosi precoce.
Da qui una conclusione pratica che i genitori dovrebbero trasmettere al figlio quando cresce: l'abitudine di autopalparsi lo scroto una volta al mese. Si fa sotto la doccia calda, facendo rotolare delicatamente ciascun testicolo fra le dita e imparando a conoscerne dimensione e consistenza abituali. Sono motivo per farsi visitare un nodulo o un indurimento non dolente, un cambiamento di dimensione o di consistenza, una sensazione di peso o un dolore sordo al basso ventre e allo scroto. Va detto senza drammi: è un'abitudine quotidiana come lavarsi i denti e richiede un minuto.
Quando serve l'ambulanza
Tutto quanto sopra riguarda situazioni programmabili, in cui c'è tempo per riflettere e prendere un appuntamento. Ce n'è una in cui il tempo non c'è.
Se un testicolo che era al suo posto scompare all'improvviso dallo scroto e compaiono dolore acuto e gonfiore all'inguine o allo scroto, si tratta di un'emergenza. Chiami l'ambulanza (in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina è attivo il numero unico 112) o porti subito il bambino al pronto soccorso. Così si manifestano la torsione del testicolo e l'intrappolamento, che interrompono l'afflusso di sangue: qui si ragiona in ore, e prima il bambino arriva dal chirurgo, maggiori sono le probabilità di salvare il testicolo.
A che altro fare attenzione in questa situazione: la pelle dello scroto che arrossa o si scurisce, il bambino che piange e non si lascia toccare, la presenza di vomito e, nel lattante, un'agitazione intensa e inspiegabile con rifiuto del cibo. Gli adolescenti a volte si vergognano di parlare di un dolore in quella zona e sopportano: conviene parlarne prima con il figlio, spiegandogli che qui non si sta zitti. Non gli dia da mangiare né da bere finché non lo ha visitato un medico, perché potrebbe servire un intervento urgente. E non aspetti che «passi da sé»: se il dolore si attenua non sempre significa che il pericolo è finito, e il medico va comunque consultato.
Consulto online
Questo è proprio uno di quei temi in cui ai genitori servono meno esami e più spiegazioni pacate. Il consulto online è adatto a capire di che cosa si stia parlando quando in un referto compare la parola «criptorchidismo», a cogliere la differenza fra testicolo non disceso e testicolo retrattile e a sapere che cosa significhi «lo teniamo monitorato» e fino a quale età lo si monitora nel vostro caso.
A distanza è comodo anche prepararsi alla visita chirurgica: quali domande porre, che cosa chiarire su anestesia e tempi, come spiegare al bambino stesso quello che accadrà, che cosa è normale nei primi giorni dopo l'intervento e che cosa è invece motivo per telefonare al medico. Il medico indicherà anche come controllare lo scroto a casa e a che cosa fare attenzione via via che il figlio cresce. Tenga però presente che distinguere un testicolo non disceso da uno retrattile è possibile soltanto con le mani, durante una visita, e che di fronte a dolore acuto e gonfiore allo scroto non serve un consulto ma l'ambulanza.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Testicoli non discesi (criptorchidismo)
Parla con un medico di sintomi, possibili opzioni di trattamento e dei prossimi passi per Testicoli non discesi (criptorchidismo).














