Ulcera venosa della gamba
È una ferita aperta sulla gamba che non si chiude per settimane e mesi. Compare di solito sul lato interno, poco sopra la caviglia, e la sua causa non sta…
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Medicinali comunemente utilizzati per Ulcera venosa della gamba
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: CREAM, 20 mg/gPrincipio attivo: fusidic acidProduttore: Redox Farma S.L.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: CREAM, 2 %Principio attivo: fusidic acidProduttore: Laboratorios Leo Pharma S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: CREAM, 2%Principio attivo: fusidic acidProduttore: Isdin S.A.Prescrizione richiesta
È una ferita aperta sulla gamba che non si chiude per settimane e mesi. Compare di solito sul lato interno, poco sopra la caviglia, e la sua causa non sta nella ferita ma nelle vene: il sangue risale a fatica, la pressione al loro interno resta alta e la pelle che le ricopre diventa così fragile da lacerarsi per un urto da nulla e poi non rimarginarsi.
È il tipo più frequente di ulcera alle gambe e spiega la maggior parte dei casi. Con l'età diventa molto più comune e, in chi ne ha già avuta una, la probabilità che torni resta alta anche a distanza di anni. L'intero argomento si riassume in un'idea: va curata la vena, non la ferita. Una medicazione senza alcun intervento sul ritorno venoso non porta alla guarigione.
Perché compare
Il sangue delle gambe risale al cuore contro la forza di gravità. Lo spinge la pompa muscolare: a ogni passo il polpaccio comprime le vene profonde, e le valvole al loro interno impediscono al sangue di scivolare indietro. Se quelle valvole sono rovinate o i muscoli quasi non lavorano, il sangue ristagna, la pressione nei piccoli vasi della pelle sale e attraverso la loro parete escono liquido e cellule del sangue nel tessuto. La pelle si gonfia, si scurisce, si indurisce e perde la capacità di ripararsi.
Le strade che portano a questo sono soprattutto:
- una trombosi venosa profonda passata: il coagulo danneggia le valvole e le conseguenze si manifestano talvolta molti anni dopo;
- le vene varicose;
- la difficoltà a camminare per artrosi, esiti di ictus o rigidità della caviglia: la pompa muscolare smette di funzionare;
- una frattura o un intervento alla gamba, comprese le protesi d'anca e di ginocchio, dopo cui si resta immobili a lungo;
- il peso in eccesso, che aumenta la pressione nelle vene dell'addome e delle gambe;
- il lavoro per molte ore in piedi, l'età avanzata e un'ulcera già avuta sulla stessa gamba.
Che aspetto ha e che cosa succede intorno
L'ulcera in sé è di solito poco profonda, con margini irregolari e fondo umido, e l'essudato impregna la medicazione. Il dolore varia da un senso di peso a un dolore forte e in genere si attenua sollevando la gamba.
Altrettanto importante è ciò che accade alla pelle circostante: questi segni compaiono molto prima della ferita e offrono l'occasione di intervenire per tempo.
- gonfiore delle caviglie che aumenta verso sera e si riduce durante la notte;
- macchie brune color ruggine sulla pelle della gamba, traccia delle cellule del sangue disfatte;
- indurimento della pelle e del tessuto sottostante: la gamba si restringe subito sopra la caviglia e assume la forma di una bottiglia capovolta;
- pelle rossa, desquamata e pruriginosa, il cosiddetto eczema varicoso;
- piccole cicatrici bianche in mezzo alle zone pigmentate;
- vene dilatate e capillari evidenti attorno al malleolo interno.
Segni di infezione sopraggiunta: il dolore è aumentato di colpo, intorno alla ferita si allargano rossore e gonfiore, la pelle è calda, sale la febbre e compare malessere generale. Sulla pelle scura il rossore si vede meno: regolatevi sul gonfiore, sul calore e sul dolore.
Che cosa può somigliarle
Non tutte le ulcere della gamba sono venose, e la differenza è decisiva: ciò che aiuta in un caso può danneggiare nell'altro.
- Ulcera arteriosa. Di solito si trova sul piede, sulle dita o sul tallone, con margini come ritagliati a stampo e fondo asciutto. Il dolore peggiora di notte e da sdraiati e si attenua lasciando la gamba penzoloni fuori dal letto. Il piede è freddo e pallido e il polso non si sente. La compressione in questo caso è pericolosa: può azzerare un afflusso di sangue già scarso.
- Ulcera del piede diabetico. Si forma nei punti di appoggio della pianta, spesso non fa male perché i nervi sono compromessi ed è circondata da un callo spesso. Richiede di scaricare il piede e un controllo in ambulatorio dedicato.
- Ulcera da infiammazione dei vasi e pioderma gangrenoso. Cresce in fretta, nell'arco di giorni, con margine scavato e violaceo e dolore sproporzionato. Qui pulire la ferita e comprimere possono peggiorare le cose: la terapia è tutt'altra e serve uno specialista.
- Ulcera tumorale. Rara, ma la più importante fra le cause rare: una ferita che resta aperta a lungo può trasformarsi in un tumore della pelle. Mettono in allarme i margini rilevati, estroflessi o cresciuti a mammellone insieme all'assenza di qualsiasi miglioramento. Se l'ulcera non si riduce dopo tre mesi di terapia corretta o ha un aspetto insolito, se ne preleva un frammento per l'esame.
Che cosa verifica il medico
La diagnosi si basa soprattutto sulla visita. La gamba si guarda sia in piedi sia sdraiati: in piedi si vedono meglio le vene dilatate, da sdraiati è più comodo valutare l'ulcera. Il medico chiede di trombosi passate, di traumi e interventi alla gamba, di diabete e di ulcere precedenti.
Un passaggio è obbligatorio: misurare la pressione alla caviglia e al braccio con una sonda a ultrasuoni. Il rapporto fra le due dice se le arterie sono a posto. Senza questo esame la compressione non si prescrive: se il flusso arterioso è ridotto, una fasciatura stretta non guarisce ma fa morire i tessuti. È l'accertamento più importante dell'intero argomento.
Possono servire inoltre un ecocolordoppler delle vene, che mostra quali lasciano rifluire il sangue e se la cosa si può correggere, un esame della glicemia e, quando si sospetta una causa insolita, una biopsia. Il tampone dalla superficie della ferita non si fa di routine: batteri ce ne sono in ogni ulcera aperta, e la loro sola presenza non impone una terapia.
Come si cura
La cura principale è la compressione. Un bendaggio multistrato o una calza elastica terapeutica stringono la gamba dall'esterno, aiutano il sangue a risalire e riducono il gonfiore. Il bendaggio deve applicarlo una persona formata: messo male, o non serve a nulla o provoca danni.
Con una compressione adeguata la maggior parte delle ulcere guarisce nell'arco di sei mesi e una buona parte prima. I primi giorni con la fasciatura fanno male; per il dolore va bene il paracetamolo alla dose concordata con il medico. Man mano che la ferita si chiude il dolore se ne va.
Che cos'altro comprende la cura:
- pulire la ferita da fibrina e tessuto necrotico e coprirla con una medicazione semplice che non aderisca. Le medicazioni costose non fanno guarire prima: non ci sono prove che siano migliori, e quel denaro rende di più speso in una buona calza compressiva;
- cambiare la medicazione di norma da una a tre volte a settimana, man mano che si impregna;
- curare la pelle intorno: emolliente ogni giorno e, in caso di eczema varicoso, un ciclo breve di crema al cortisone su indicazione del medico. Se il prurito peggiora proprio dopo aver cambiato medicazione o crema, va considerata un'allergia a queste;
- antibiotici solo con segni chiari di infezione e per un ciclo breve. Odore ed essudato abbondante da soli non bastano come motivo, e gli antibiotici non accelerano la guarigione;
- intervenire sulle vene. Se l'ecografia mostra un reflusso lungo le vene superficiali, chiuderle dall'interno con un catetere mediante laser, radiofrequenza o sostanza sclerosante, e farlo presto, accelera la chiusura dell'ulcera e riduce nettamente il rischio che si riapra. Vale la pena chiederlo: molti passano anni a cambiare medicazioni senza aver mai parlato delle proprie vene.
La cosa più efficace che dipende dalla persona è muoversi e tenere la gamba sollevata. Camminare accende la pompa muscolare, e stare sdraiati con la gamba sopra il livello dell'anca per mezz'ora più volte al giorno fa scendere il gonfiore. Aiuta anche un esercizio semplice: da seduti, muovere i piedi su e giù e ruotarli alla caviglia.
Quando togliere il bendaggio e chiamare subito
Un bendaggio compressivo non deve mai fare danno. Toglietelo o tagliatelo, sollevate la gamba e contattate in giornata il medico o l'infermiere se:
- compaiono intorpidimento o formicolio al piede e alle dita;
- il dolore diventa insolitamente forte, soprattutto di notte;
- le dita si gonfiano, impallidiscono, diventano bluastre o fredde.
Fatevi visitare in giornata se rossore e gonfiore risalgono lungo la gamba, sale la febbre e compaiono brividi e spossatezza: può trattarsi di una cellulite o di un'altra infezione dei tessuti molli.
Chiamate l'ambulanza al numero unico europeo 112 se la ferita sanguina abbondantemente e la pressione diretta non ferma il sangue, se la pelle attorno all'ulcera annerisce rapidamente mentre il dolore si impenna, oppure se con un'ulcera infetta la persona si confonde e respiro e polso accelerano di colpo.
Perché non ritorni
Una volta guarita l'ulcera, il rischio che sulla stessa gamba ne compaia un'altra resta per anni. Le vene non sono cambiate, quindi la prevenzione non è un ciclo di cure ma un'abitudine permanente.
- Calza compressiva. Si indossa la mattina, prima che la gamba si gonfi, e si toglie per la notte. L'infermiere aiuta a scegliere taglia e grado di compressione; esistono ausili che ne facilitano molto l'infilaggio, da chiedere senza esitare se le mani non ce la fanno.
- Camminare ogni giorno e mobilizzare la caviglia. Un'articolazione rigida spegne la pompa muscolare più di qualunque vena.
- Tenere le gambe sollevate durante il giorno e appoggiarle su un cuscino di notte.
- Ridurre il peso se è eccessivo.
- Applicare ogni giorno un emolliente sulla pelle delle gambe e proteggerle da urti e graffi: su una pelle così anche una escoriazione apre una nuova ulcera.
- Smettere di fumare: il fumo peggiora l'apporto di sangue alla pelle e rallenta la guarigione.
- Chiedere al chirurgo vascolare se convenga trattare le vene varicose, l'unica misura che elimina la causa alla radice.
Consulto online
La visita a distanza aiuta a capire che cosa stia succedendo alla gamba senza perdere tempo. Dalla descrizione e da una fotografia il medico valuta se la ferita somigli a un'ulcera venosa, spiega quali accertamenti vengano per primi e perché non si possa iniziare la compressione senza aver controllato le arterie, esamina i referti già in vostro possesso, indica come curare la pelle attorno alla ferita e come scegliere la calza, e aiuta a preparare le domande per il chirurgo vascolare, a partire da quella sul reflusso venoso.
A distanza non si può né applicare la compressione né sentire il polso del piede, perciò la prima visita e la misurazione della pressione alla caviglia vanno comunque fatte di persona.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Ulcera venosa della gamba
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