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OSSIGENO FARMA GAS MEDICAL AND TECHNICAL GASES
gas medicinale liquefatto
Categoria farmacoterapeutica

Gas medicinali, anestetici generali

Indicazioni terapeutiche
In anestesia, in combinazione con altri anestetici somministrati per via inalatoria o per via
endovenosa.
In analgesia/sedazione in tutte le condizioni nelle quali sia richiesto sollievo del dolore/sedazione a
insorgenza rapida e a rapida caduta di effetto (interventi chirurgici di breve durata, traumatologia,
ustioni, odontoiatria, otorinolaringoiatria, parto).

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo.
  • Dilatazione e/o ostruzione intestinale.
  • Qualsiasi intervento chirurgico dove esista il rischio di embolia gassosa.
  • Chirurgia dell’orecchio medio, per il rischio di seri danni a tutte le strutture di questo settore dell’orecchio.
  • Malattie polmonari croniche gravi estese (enfisema, pneumotorace, ecc.).
  • Otite e sinusite.
  • Primo e secondo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 6.6).
  • Pazienti in cui è indicata la respirazione di ossigeno puro o con difficoltà respiratoria.
  • Disturbi associati a cavità contenenti aria (pneumotorace, enfisema bolloso, embolia gassosa, ecc.) per il rischio di embolia che può espandersi in seguito alla somministrazione di azoto protossido.
  • Dopo immersione nelle ultime 48 ore, per il rischio di malattia da decompressione, e dopo circolazione extracorporea con macchina cuore-polmoni o gravi patologie craniche, aria libera nell’addome, recente iniezione intraoculare di gas (es SF6, C3F8), per rischio di aumentata pressione endoculare che può provocare cecità, ostruzione intestinale (ileo) per il rischio di ulteriore dilatazione intestinale, ostruzione dell’orecchio medio a causa di riduzione della pervietà del tubo di Eustachio dovuta ad una patologia infiammatoria.
  • Sospetto o noto incremento della pressione endocranica.
  • Trauma cranico chiuso.
  • Rischio potenziale di deficit di vitamina B12 e/o folati e di anemia megaloblastica.
  • Pazienti con un deficit di vitamina B12 non trattato, con anemia di Biermer, morbo di Crohn. Si può sviluppare una anemia megaloblastica dovuta all’interferenza dell’azoto protossido con la vitamina B12; si può indurre una regressione dell’effetto tramite la somministrazione di acido folico. Si possono verificare anche patologie del sistema nervoso che possono compromettere la metilazione delle proteine basiche nelle guaine mieliniche.
  • Noto deficit di enzima o substrato appartenente alla via metabolica della sintesi della metionina.
  • Grave confusione mentale o altri segni di disfunzione cognitiva, potenzialmente legati ad aumento di pressione endocranica, che può essere aggravata da azoto protossido.
  • Somministrazione per un periodo superiore alle 24 ore.

Precauzioni per l’uso
La frazione di ossigeno (FiO2) nella miscela inalata deve essere almeno del 21% v/v durante la fase
di induzione. Nella pratica, viene spesso usato come limite inferiore una concentrazione del 30%
v/v. La tensione dell’ossigeno deve rimanere al di sopra dei valori fisiologici (100 mmHg), con una
saturazione dell’emoglobina con l’ossigeno superiore al 97% e comunque sempre superiore a 60
mmHg, con una saturazione dell’emoglobina con l’ossigeno superiore al 90%. È necessario un
monitoraggio regolare, tramite misurazione della tensione arteriosa d’ossigeno (PaO2) oppure
tramite pulsossimetria (saturazione arteriosa con l’ossigeno SpO2) ed una valutazione dei parametri
clinici. Bisogna stabilire la concentrazione di ossigeno minima efficace nell’aria inalata per il
singolo paziente.
Concentrazioni di azoto protossido superiori al 50% v/v possono alterare i riflessi protettivi e i
livelli di coscienza. Concentrazioni oltre 60-67% v/v spesso provocano incoscienza ed aumento del
rischio di deficit dei riflessi protettivi.
Qualora compaia una cianosi imprevista nel corso dell’anestesia o nella fase di induzione della
anestesia, è consigliato interrompere l’afflusso di azoto protossido e di aumentare la frazione di
ossigeno inalata al 100%.
Se la cianosi non scompare rapidamente, o se l’episodio si ripete nel corso della anestesia, bisogna
ricordare, tra le possibili cause un errore di funzionamento dell’apparecchiatura (erogazione di
miscela ipossica) o uno scambio tra i tubi che fanno affluire i gas medicali alla macchina da
ventilazione. Si suggerisce quindi di provare a ventilare il paziente usando un palloncino pieno di
aria ambiente.
Dopo anestesia generale in cui sia impiegata un’alta concentrazione di azoto protossido, esso può
diffondere dal sangue agli alveoli, diluendo l’ossigeno nel polmone. Ciò può produrre ipossia
(ipossia da diffusione), provocata non solo dalla miscela gassosa alveolare ma anche dalla risposta
riflessa all’ipossia, ipercapnia e ipoventilazione. Per impedire che ciò avvenga, alla fine della
somministrazione di azoto protossido, occorre somministrare O2 al 100% invece che aria. Il
monitoraggio della tensione di ossigeno e della saturazione per l’ossigeno devono essere continuati
per 15 minuti dopo la fine della somministrazione di azoto protossido.
La somministrazione di azoto protossido può aumentare la pressione nella cuffia del tubo
endotracheale generando un danno alla trachea o in qualsiasi altro palloncino gonfiato che viene
usato per altre procedure (palloncini per l’occlusione dei vasi). Inoltre, durante l’utilizzo di azoto
protossido con il catetere di Swan Ganz, la pressione generata può spostare il catetere in posizione
di occlusione alterando così la lettura della pressione.
I dispositivi medici pieni di aria possono presentare problemi (ad esempio si possono rompere)
quando vengono esposti ad azoto protossido.
Azoto protossido non dovrebbe essere usato durante chirurgia laser delle vie aeree per il rischio di
combustione esplosiva.
Azoto protossido non dovrebbe essere usato per periodi lunghi (ad esempio per sedazione in
pazienti in terapia intensiva), per il rischio di potenziale alterazione delle funzioni della vitamina
B12 (cofattore della metionina-sintetasi). Azoto protossido altera il metabolismo della vitamina B12
e dei folati, soprattutto in pazienti anziani. L’inibizione della metionina-sintasi contribuisce alla
conversione dell’omocisteina a metionina. L’inibizione di questo enzima riduce la formazione della
timidina, un’importante componente del DNA. L’inibizione della metionina-sintasi può portare a
difetti o a ridotta formazione della mielina, e quindi a danni al midollo spinale. Gli effetti sul DNA
spiegano la possibile influenza negativa sulla emopoiesi e danni fetali osservati in esperimenti sugli
animali.
Azoto protossido può provocare aumento della pressione nell’orecchio medio.
La somministrazione di azoto protossido più di una volta ogni 4 giorni dovrebbe essere
accompagnata dalla conta delle cellule del sangue con una valutazione di eventuali alterazioni
megaloblastiche o cambiamenti dei globuli rossi e delle possibili ipersegmentazioni dei neutrofili.
La somministrazione di azoto protossido deve essere effettuata con cautela nelle seguenti situazioni:

  • Chirurgia toracica, per il pericolo di pneumotorace, di espansioni di bolle enfisematose e per il rischio di eliminazione della vasocostrizione ipossica.
  • Presenza di versamenti non drenati delle vie aeree.
  • Procedure endoscopiche che utilizzano come gas l’anidride carbonica.
  • Neurochirurgia, perché azoto protossido riduce l’effetto protettivo garantito dai barbiturici, aumenta il flusso cerebrale e la pressione in qualsiasi bolla o sacca d’aria presente all’interno del cranio.
  • Anemia falciforme.
  • Dopo una iniezione intraoculare: è necessario far passare un periodo di tempo sufficiente perché esiste il rischio di disturbi visivi.
  • Anestesia prolungata (> 6 ore).
  • Elevato rischio di nausea e vomito.
  • Nei pazienti trattati con bleomicina, perché l’aumento della concentrazione di ossigeno nel corso della tecnica di sedazione per via inalatoria determina un aumento del rischio di tossicità polmonare.
  • Pazienti vegetariani.

Interazioni
Non sono noti studi su interazioni farmacocinetiche tra farmaci. Le interazioni di azoto protossido
con altri medicinali possono essere spiegate con meccanismo di tipo recettoriale.
Azoto protossido agisce direttamente sui recettori degli oppiacei (sottotipi OP2 e OP3), sui recettori
GABA (sottotipo A) e sui recettori per il glutammato (sottotipo NMDA).
Gli oppiacei, le benzodiazepine ed i barbiturici hanno un effetto additivo potenziando l’azione
analgesica e sedativa di azoto protossido.
Tutti gli anestetici somministrati per via inalatoria interagiscono con i recettori GABA e con quelli
per il glutammato ed hanno un effetto additivo sull’azione sedativa dell’azoto protossido.
Azoto protossido riduce la concentrazione alveolare minima di anestetico inalato e viene utilizzato
per ridurre la dose richiesta di altri anestetici, ma anche per accorciare il tempo di induzione quando
vengono usati anestetici per via inalatoria.
L’emoglobina può non saturarsi se azoto protossido viene associato a sedativi.
Azoto protossido potenzia l’azione del warfarin.
L’uso contemporaneo di azoto protossido e metotrexato deve essere evitata in quanto azoto
protossido potenzia gli effetti citotossici di metotrexato. La concomitante assunzione di azoto
protossido e metotrexato, può avere effetti sulla conta cellulare ematica.
L’effetto antiproliferativo di azoto protossido si basa sull’inattivazione della vitamina B12 da parte
di azoto protossido. Questo effetto scompare quando la sua somministrazione viene sospesa e viene
introdotta una terapia concomitante a base di vitamina B12.
L’inattivazione della vitamina B12 da parte di azoto protossido potenzia la tossicità del
nitroprussiato di sodio e del metotrexato.
Azoto protossido aumenta il blocco neuromuscolare da succinilcolina e potenzia l’effetto dei
miorilassanti non depolarizzanti.

Avvertenze speciali
Azoto protossido può essere miscelato con aria, ossigeno medicinale e anestetici alogenati inalatori.
Azoto protossido è un gas incolore con odore dolciastro poco avvertibile anche alle alte
concentrazioni, più pesante dell’aria, asfissiante. Pur non essendo infiammabile, alimenta la
combustione (è un comburente: consente e accelera la combustione).
Il grado di compatibilità di materiali diversi dipende dalla pressione con la quale viene utilizzato il
gas. I maggiori rischi di combustione riguardano materiali come i grassi (oli lubrificanti) e materie
organiche (tessuti, legno, carta, materie plastiche, ecc.) che possono prendere fuoco al contatto con
azoto protossido a sufficiente pressione, spontaneamente per effetto di un punto di ignizione
(scintilla, fiamma libera, ecc.).
È possibile che si creino miscele esplosive con gas o vapori di gas anestetici infiammabili, anche in
assenza di ossigeno.

Per gli operatori
Azoto protossido è un gas incolore con un odore debolmente dolce; non è tossico e non è
infiammabile, ma è un gas che alimenta la combustione; esso è più pesante dell’aria e si accumula
nelle zone più basse dell’ambiente di lavoro.
Azoto protossido emesso dal paziente finisce gradualmente nell’aria dell’ambiente dove viene
usato. L’uso delle cosiddette maschere “doppie” e un livello sufficientemente elevato di ricambio
dell’aria nelle sale operatorie (20 volte all’ora) assieme all’aspirazione attiva del gas in eccesso
dalle attrezzature anestetiche devono assicurare che la concentrazione media rimanga al di sotto
della massima concentrazione accettabile, prefissata dalla normativa vigente.
Inoltre, bisogna agire in conformità alle norme riguardanti l’uso di prodotti a base di azoto
protossido. E in linea di principio, gli operatori devono evitare l’inalazione protratta diretta di aria
esalata dai pazienti.
L’esposizione cronica a basse concentrazioni di azoto protossido è stata identificata come un
possibile rischio per la salute. Non è possibile al momento stabilire se esiste una relazione causale
fra l’esposizione cronica a basse concentrazioni di azoto protossido e particolari patologie, ma non
si può escludere il rischio di una connessione fra esposizione cronica e lo sviluppo di tumori o altre
patologie croniche, riduzione della fertilità, aborto spontaneo e malformazioni fetali.
Preliminarmente e durante la somministrazione di azoto protossido, è necessario attenersi alle
precauzioni di sicurezza riportate al paragrafo 6.6.

Gravidanza ed allattamento
Gravidanza
Sono state osservate modificazioni scheletriche in embrioni di ratta gravida esposta a elevate
concentrazioni di azoto protossido durante il periodo dell’organogenesi.
Esperimenti condotti su animali esposti a lungo termine ad alte concentrazioni di azoto protossido,
hanno dimostrato tossicità riproduttiva (effetti teratogeni) (vedere paragrafo 5.3).
Azoto protossido può interferire con il metabolismo dell’acido folico (vedere paragrafo 4.4).
Dati epidemiologici raccolti durante la gravidanza non sono sufficienti per definire il rischio di
effetti negativi sullo sviluppo embrionale-fetale. Dati limitati sull’uso a breve termine dell’azoto
protossido in gravidanza nella specie umana non hanno evidenziato un aumento del rischio di
anomaliecongenite.
L’utilizzo di tecniche anestesiologiche che implichino l’utilizzo di azoto protossido è,
comunque, controindicate nel primo e secondo trimestre di gravidanza.
Durante il terzo trimestre di gravidanza si raccomanda di non superare la percentuale del 50% v/v di
azoto protossido nella miscela inalata. In ogni caso, le donne in gravidanza dovrebbero essere
esposte ad azoto protossido con molta cautela e solo se strettamente necessario. L’uso protratto o
frequente deve essere evitato.
Azoto protossido può essere usato nel corso del parto.
L’utilizzo di azoto protossido dovrebbe essere evitato nei casi di sofferenza fetale. In ogni caso, è
necessario monitorare il neonato per segni di possibile depressione respiratoria.
Allattamento
Non vi sono dati sull’escrezione dei prodotti a base di azoto protossido nel latte materno. Tuttavia,
dopo somministrazione a breve termine di prodotti a base di azoto protossido, non è necessario
interrompere l’allattamento.
Effetti sulla capacità di guidare autoveicoli o di utilizzare macchinari. Azoto protossido altera la
funzione cognitiva e psicomotoria. Viene rapidamente eliminato dopo la somministrazione.
Nonostante questo, come misura ulteriore di sicurezza, vanno evitate la guida dell’automobile,
l’utilizzo di macchinari e altre attività che richiedano particolare attenzione nelle 24 ore successive
all’anestesia con azoto protossido.
Dopo somministrazione a breve termine di azoto protossido per conseguire analgesia, in pazienti
ambulatoriali che devono guidare veicoli o usare macchinari, devono essere tenuti sotto
osservazione finché sono scomparsi tutti gli effetti ed il paziente è sufficientemente vigile.

Dose, modo e tempo di somministrazione
Come anestetico
Azoto protossido, utilizzato esclusivamente in sala operatoria o in sala parto, deve essere
somministrato in miscela con l’ossigeno a concentrazioni inferiori al 79% impiegando attrezzature
idonee, che devono includere il monitoraggio della concentrazione dell’ossigeno e un sistema che
rendano impossibile la somministrazione di una miscela ipossica (FiO2 < 21% v/v).
Azoto protossido non deve essere somministrato in concentrazioni maggiori superiori al 79% v/v in
modo che sia sempre garantita una opportuna frazione di ossigeno. Nei pazienti con una ridotta
saturazione dell’ossigeno, deve essere usata una frazione adeguata di ossigeno.
Nelle donne in gravidanza la percentuale di azoto protossido non deve superare il 50% v/v nella
miscela con ossigeno a causa della tossicità propria del farmaco.
Il tempo di induzione è di 2-5 minuti con una concentrazione di azoto protossido del 70-75% v/v.
Dopo l’induzione, si utilizza solitamente azoto protossido tra il 50 ed il 70% v/v, con supplemento
di ossigeno medicinale. La percentuale di azoto protossido può essere diminuita in linea con i
parametri clinici e in considerazione del piano anestesiologico attuato.
Azoto protossido alla massima concentrazione permessa non può indurre anestesia da solo ed è ,
quindi, utilizzato in associazione con altri anestetici, somministrati per via endovenosa o inalatoria.
Le informazioni riguardanti il dosaggio di azoto protossido e di anestetici aggiuntivi per via
inalatoria per il mantenimento dell’anestesia sono generalmente disponibili nei fogli illustrativi di
questi ultimi. Nel caso dell’associazione con anestetici per via endovenosa, verrà calcolato di
quanto ridurre il dosaggio dell’anestetico per via endovenosa.
In generale, gli effetti dell’azoto protossido, se fosse utilizzato come unico principio attivo, non
dipendono dall’età del paziente.
Azoto protossido non dovrebbe essere somministrato per più di 12 ore consecutive, a causa della
sua tossicità midollare. L’esposizione ininterrotta (>24 ore) a azoto protossido aumenta il rischio di
depressione midollare.
Come analgesico
Azoto protossido utilizzato come singolo analgesico/anestetico/sedativo (sempre associato ad
ossigeno) a concentrazioni inferiori al 50% v/v allevia il dolore, ha azione sedativa e riduce
l’agitazione, e normalmente non influisce sul grado di consapevolezza o sulla capacità di sostenere
un discorso. Respirando, la circolazione e i riflessi rimangono invariati a queste concentrazioni.
L’effetto sulla riduzione del dolore e l’effetto sedativo è dose-dipendente come pure gli effetti sulle
funzioni cognitive.
L’esposizione al paziente di azoto protossido come analgesico deve durare al massimo 1 ora e non
deve essere ripetuta per più di 15 giorni consecutivi.
Modo di somministrazione – Regole generali
Azoto protossido deve essere sempre somministrato alla presenza di personale medico, che decide
se il medicinale può essere somministrato ed in quale dose, in struttura adeguata che permetta la
rianimazione d’emergenza cardio-respiratoria.
È necessario seguire le istruzioni del personale medico quando si somministra il gas.
Il personale che utilizza azoto protossido deve essere adeguatamente preparato e aggiornato sull’uso
del gas che deve essere somministrato con attrezzature adeguate, in stanze ben ventilate adatte ad
assicurare un immediato ricambio d’aria, con sistemi di aerazione che non consentano eccessive
concentrazioni di gas nell’aria ambiente facendo ricorso, per esempio, alle cosiddette “maschere
doppie” (maschere nasali “attive”), particolarmente consigliate per interventi odontoiatrici.
Nelle ambulanze il dispositivo di somministrazione può essere collegato ad un sistema di estrazione
oppure si può fare ricorso ad una maschera doppia.
La qualità dell’aria deve essere monitorata in accordo alle leggi locali e l’esposizione occupazionale
ad azoto protossido deve essere al di sotto dei limiti igienici stabiliti nazionalmente dalle linee guida
professionali e dalla legislazione relativa alla salute ed alla sicurezza, specialmente per quanto
riguarda il personale in gravidanza.
Normalmente si somministra azoto protossido attraverso il tubo orotracheale o nasotracheale in sala
operatoria e tramite una maschera aderente facciale o nasale in altri contesti. Il paziente può
respirare spontaneamente o con l’aiuto di un respiratore (ventilazione assistita o meccanica).
Azoto protossido deve essere somministrato in combinazione con ossigeno, usando attrezzature che
obblighino a fornire una miscela di azoto protossido e ossigeno non ipossica. Queste attrezzature
devono includere il monitoraggio della concentrazione dell’ossigeno e un sistema di sicurezza che
impedisca la somministrazione di una miscela ipossica (FiO2<21% v/v).
A causa del rischio di perdita di conoscenza e coma, qualora azoto protossido venga usato al di
fuori
della sala operatoria, la somministrazione a scopo analgesico è accettabile solo in una miscela con
ossigeno al 50% v/v. L’apparecchio usato deve rendere impossibile la somministrazione di miscele
con concentrazioni di azoto protossido superiori al 50% v/v.
Per tutto il periodo in cui si usa azoto protossido, sia il paziente che le modalità di somministrazione
devono essere monitorati per assicurarsi che il gas sia inalato in sicurezza.
Il paziente deve essere monitorato da personale medico fino alla fine della somministrazione e fino
alla ripresa di conoscenza.

Istruzioni per l’impiego e la manipolazione
Le bombole, come anche i contenitori criogenici fissi, sono riservati esclusivamente a
contenere/trasportare azoto protossido per inalazione, ad uso terapeutico.

NOTA: PER MAGGIORI DETTAGLI CONSULTARE IL MANUALE D’USO DEL
CONTENITORE

Stoccaggio

  • Leggere attentamente il manuale d’istruzione ed uso del contenitore.
  • Verificare che tutto il materiale sia in buono stato.
  • Collocare all’aria aperta o in locali ben aerati, in aree recintate e protette dalla pioggia e dall’esposizione alla luce solare diretta e lontani da fonti di calore (spazi chiusi a chiave, riservati ai gas medicinali).
  • Non esporre a fonti di calore e comunque a calore elevato (oltre 50°C).
  • Proteggere da linee elettriche e con sistemi di messa a terra.
  • Collocare lontano da depositi di prodotti combustibili e in generale da materiale combustibile (il contatto con materiale combustibile può provocare incendio).
  • Non fumare o usare fiamme libere in prossimità del prodotto.
  • Tenere il cilindro pulito e asciutto e evitare qualunque contatto con grassi o oli (non lubrificare valvole e raccordi).
  • Fare attenzione che i contenitori non siano danneggiati ed evitare urti e fuoriuscite di prodotto.
  • Bloccare l’erogazione se non in uso, chiudendo le valvole.
  • Mantenere le bombole in posizione verticale, con le valvole chiuse, con il cappuccio protettivo e il rivestimento al loro posto, opportunamente assicurate per evitare urti o cadute accidentali.
  • Non utilizzare confezioni non integre.
  • I recipienti vuoti ed i recipienti pieni devono essere stoccati separatamente.
  • I recipienti che contengono atri tipi di gas devono essere conservati separatamente.
  • Si devono evitare stoccaggi eccessivi di recipienti pieni.
  • Se a rischio d’incendio, muovere in spazio sicuro dopo aver chiuso le valvole.
  • In caso di perdita, la valvola della bombola deve essere chiusa immediatamente, se si può farlo in sicurezza. Se la valvola non può essere chiusa, il recipiente deve essere portato in un posto più sicuro all’aperto per permettere al gas di fuoriuscire.
  • I vapori possono provocare intontimento e vertigini.

Trasporto delle bombole
Le bombole devono essere trasportate utilizzando mezzi appropriati (tipo carrello dotato di catene,
barriere o anelli) per proteggerle dai rischi di urti e di caduta e fuoriuscita di gas. La
movimentazione delle bombole deve sempre avvenire con il cappellotto protettivo montato. Durante
il trasporto su veicoli, le bombole devono essere fissate saldamente, preferibilmente in posizione
verticale. Devono essere garantiti la ventilazione permanente del veicolo e il divieto di fumare.
Durante l’utilizzo del gas

  • Le bombole ed i contenitori fissi non possono essere usati se vi sono danni evidenti o si sospetta che siano stati danneggiati o siano stati esposti a temperature estreme.
  • Prima di aprire la valvola della bombola, questa deve essere collocata in posizione verticale e mantenuta in tale posizione durante la somministrazione.
  • Aprire e chiudere gradualmente e con cura i sistemi di chiusura dei contenitori (non utilizzare pinze o altri utensili per aprire o chiudere la valvola della bombola), al fine di prevenire il rischio di danni.
  • Non forzare le valvole durante l’apertura e chiusura. Non modificare la forma del contenitore.
  • Non posizionarsi mai di fronte alla bocca di uscita del gas dalla valvola, ma sempre sul lato opposto. Non esporsi né esporre il paziente al flusso diretto del gas.
  • La somministrazione di azoto protossido deve avvenire con una pressione adeguata e controllando la velocità di flusso fra il recipiente ed il paziente.
  • Non usare olio o grasso a contatto con il gas.
  • Manipolare il materiale con le mani pulite, prive di tracce di grasso o olio.
  • Non svuotare completamente il recipiente.
  • Dopo l’uso chiudere la valvola della bombola.
  • In caso di perdita di gas, chiudere la valvola e avvertire il servizio di intervento tecnico del fornitore indicato sul Manuale d’uso del contenitore.
  • Utilizzare solo contenitori adatti per il prodotto, alle previste temperature di impiego.
  • Utilizzare raccordi, tubi di collegamento o flessibili di raccordo specifici e compatibili con azoto protossido.
  • È assolutamente vietato intervenire in alcun modo sui raccordi dei contenitori, sulle apparecchiature di erogazione ed i relativi accessori o componenti (OLIO E GRASSIPOSSONO PRENDERE SPONTANEAMENTE FUOCO A CONTATTO CON AZOTOPROTOSSIDO).
  • Non ingrassare, né tentare di riparare valvole difettose.
  • È assolutamente vietato manipolare le apparecchiature o i componenti con le mani o gli abiti o il viso sporchi di grasso olio, creme ed unguenti vari.
  • Non usare creme e rossetti grassi.
  • Non fumare.
  • Non avvicinarsi alla confezione con fiamme libere.
  • Non deve essere utilizzata alcuna attrezzatura elettrica che può emettere scintille nelle vicinanze dei pazienti che ricevono ossigeno.
  • Non utilizzare oli o grassi su raccordi, valvola e su qualsiasi materiale a contatto con il gas.
  • Non introdurre mai azoto protossido in un apparecchio che potrebbe contenere dei materiali combustibili e in particolare delle materie grasse.

Smaltimento

  • Conservare le bombole vuote con le valvole chiuse.
  • Non scaricare in fogne, scantinati o scavi dove l’accumulo può essere pericoloso. Non è permesso far defluire il gas sotto pressione.
  • Riconsegnare i contenitori vuoti o non più utilizzabili, anche se solo parzialmente vuoti, al fornitore. Eventuali residui di prodotto medicinale non utilizzato presenti nella bombola saranno eleminati, tramite apposite procedure, in zona ben ventilata dalla società che provvederà al successivo riempimento dello stesso contenitore.
  • Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Sovradosaggio
Effetti indesiderati dovuti a sovradosaggio possono avere luogo in pazienti esposti a quantità di
azoto protossido per lunghi periodi di tempo o con concentrazioni superiori a 80% v/v.
I primi segnali di tossicità da azoto protossido comprendono mal di testa, stordimento, confusione,
debolezza, incoordinazione dei movimenti, vertigini, amnesia, afasia, sincope, aritmia, incoscienza
e quindi la morte per asfissia.
Le manovre di emergenza e di supporto nel caso di sovradosaggio di azoto protossido sono quelle di
sospendere la somministrazione, mantenere pervie le vie aeree, fornire ossigenazione assistita
coadiuvata dall’erogazione di ossigeno supplementare per conseguire sufficiente saturazione di
ossigeno. Si consiglia, quindi, di avere sempre a disposizione il materiale idoneo a una rianimazione
cardiopolmonare nei locali dove viene utilizzato azoto protossido.
Il monitoraggio mediante pulsimetria viene raccomandato finché il paziente ha recuperato coscienza
e non è più ipossico.
La sovraesposizione od esposizione per un lungo periodo a azoto protossido esita sempre in disturbi
neurologici dovuti alla tossicità del farmaco nei confronti della Vit B12.
Non esiste un antidoto specifico per azoto protossido.

Effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, azoto protossido può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le

persone li manifestino.
La seguente convenzione è stata impiegata per la classificazione degli effetti indesiderati in termine
di frequenza: molto comune ≥ 1/10, comune ≥ 1/100 e < 1/10, non comune ≥1/1000 e < 1/100,
raro ≥ 1/10.000 e < 1/1000, molto raro < 1/10.000.
Patologie gastrointestinali:

comuni:nausea e vomito.

non comuni:gonfiore, aumento del volume di gas nell'intestino.
Patologie del sistema nervoso:

comuni:vertigini, emicrania, cefalea.

rari:mielopatie, polineuropatie, degenerazioni subacute combinate della spina dorsale.

molto rari:disturbi del movimento, paraplegia, paraparesi, epilessia, aumento della pressione
endocranica, neuropatia periferica, encefalopatia.
Disturbi psichiatrici:

non comune:euforia, dipendenza da azoto protossido

molto rari:disturbi sensoriali, riflessi alterati, depressione del livello di coscienza, allucinazioni
(effetti psicodislettici possono verificarsi in assenza di associazione ad un altro anestetico),
patologia psicotica, stato confusionale, ansia.
Patologie dell’orecchio e del labirinto:

non comuni:sensazione di pressione all’orecchio medio, danni all’orecchio medio, rottura del
timpano.
Patologie del sistema emolinfopoietico:

non comuni:grave anemia megaloblastica, leucopenia, granulopenia/agranulocitosi (in seguito a
somministrazione per più di 24 ore. Si presume che una singola esposizione fino a 6 ore non pone
alcun rischio o che lo faccia in casi molto rari in soggetti senza una storia di
patologie ematologiche).
Patologie dell’occhio:

molto rari:ipertensione oculare, dolore all’occhio, occlusione dell’arteria retinica, cecità.
Patologie cardiache:

molto rari:aritmie, insufficienza cardiaca.
Patologie epatobiliari:

molto rari:necrosi epatica
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura:

molto rari:sindrome da iperperfusione cerebrale, aumento della pressione in palloncini gonfiati.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

molto rari:deficienza di vitamina B12, iperomocisteinemia.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:

molto rari:debolezza muscolare, ipertermia maligna.
Patologie congenite, familiari e genetiche:

molto rari:anomalie congenite multiple (in personale medico e paramedico in seguito ad
esposizione ripetuta).
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella:

molto rari:infertilità (in personale medico e paramedico in seguito ad esposizione ripetuta)
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

molto rari:ipossia (per parecchi minuti dopo la fine della somministrazione di azoto protossido),
pneumotorace.
Patologie vascolari:

molto rari:ipotensione, shock

SCADENZA E CONSERVAZIONE
Scadenza:
vedere la data di scadenza indicata sulla confezione.
La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente
conservato.

Attenzione:Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.

Conservazione
Conservare a temperatura non superiore a 50°C, in ambienti ben ventilati, oppure in rimesse ben
ventilate, in posizione verticale con le valvole chiuse, protetti da pioggia, intemperie,
dall’esposizione alla luce solare diretta, lontano da fonti di calore o d’ignizione e da materiali
combustibili. I recipienti vuoti o che contengono altri tipi di gas devono essere conservati
separatamente.
I contenitori fissi, installati presso le strutture sanitarie, devono essere collocati all’aperto secondo
quanto specificato dalla Circolare 99/1964, in zone confinate e protette, con accessi limitati agli
addetti, gestiti e mantenuti secondo le indicazioni fornite da ciascun Fabbricante. Si tratta di
apparecchiature a pressione e quindi soggette alla Direttiva CE PED e/o al Decreto Ministeriale del
21/11/1972.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in
conformità alla normativa locale vigente (v. anche Istruzioni per l’uso - Smaltimento).
Tenere il medicinale fuori dalla portata e dalla vista dei bambini
Composizione

Principio attivo: Azoto protossido 100%

Forma farmaceutica e contenuto
Gas medicinale liquefatto
OSSIGENO FARMA GAS MEDICAL AND TECHNICAL GASES è confezionato in bombole
(ogiva blu marcata con “N2O” oppure con "protossido
d'azoto" e cilindro bianco) con valvola di chiusura e in contenitori criogenici fissi.

Titolare dell’Autorizzazione all’immissione in commercio
FARMA GAS - MEDICAL AND TECHNICAL GASES SRL
via A. Fortunato 22
84084 PENTA (SA) – ITALIA

Produttore

Bombole
Alfa Ossigeno S.r.L. - Via delle Industrie, 9 - Fisciano (Sa)

Contenitori criogenici fissi
Alfa Ossigeno S.r.L. - Via delle Industrie, 9 - Fisciano (Sa)

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Tarek Agami

Medicina generale 11 years exp.

Il Dr. Tarek Agami è un medico di medicina generale con esperienza internazionale in Portogallo e Israele, attivo nella medicina di famiglia e preventiva. Offre consulenze online per adulti e bambini, fornendo supporto personalizzato per bisogni di assistenza primaria, gestione delle patologie croniche e problemi di salute quotidiani.

Ha svolto formazione e attività clinica in importanti istituzioni mediche in Israele (Kaplan Medical Center, Barzilai Medical Center, Wolfson Medical Center) e in Portogallo (European Healthcare City, Viscura Internacional, Hospital Dr. José Maria Grande, Hospital Vila Franca de Xira). Il suo approccio integra standard medici internazionali e un’attenzione individuale alle esigenze di ogni paziente.

Aree principali di consultazione:

  • diagnosi e trattamento di condizioni acute e croniche (ipertensione, diabete, infezioni respiratorie, sintomi cardiovascolari)
  • valutazione dei sintomi e indicazioni su eventuali esami diagnostici
  • consulti di prevenzione e monitoraggio regolare della salute
  • assistenza medica durante i viaggi o dopo un trasferimento
  • adattamento della terapia e consigli sullo stile di vita in base alla storia clinica personale
Il Dr. Agami offre anche supporto ai pazienti che utilizzano farmaci GLP-1 (come Ozempic o Mounjaro) nell’ambito di un percorso di perdita di peso. Si occupa della pianificazione del trattamento, del monitoraggio clinico, degli aggiustamenti di dose e dell’integrazione del farmaco con abitudini di vita sostenibili. Le sue consulenze seguono le pratiche mediche riconosciute in Portogallo e Israele.

Impegnato in un approccio centrato sul paziente e basato sull’evidenza scientifica, il Dr. Tarek Agami garantisce un’assistenza affidabile e personalizzata, orientata ai tuoi obiettivi di salute.

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Chikeluo Okeke

Medicina generale 4 years exp.

Il Dr. Chikeluo Okeke è un medico internista con una solida esperienza clinica internazionale. Originario della Nigeria, ha lavorato in diversi sistemi sanitari europei e attualmente svolge la sua attività clinica in Svezia. Questo percorso professionale gli ha permesso di sviluppare una visione ampia della medicina e una forte capacità di lavorare con pazienti provenienti da contesti culturali e linguistici differenti.

Il Dr. Okeke si occupa di medicina interna e assistenza medica generale per adulti, unendo accuratezza clinica e attenzione allo stile di vita e al contesto individuale del paziente. Le sue consulenze sono particolarmente adatte a chi cerca un supporto medico online, vive all’estero o ha bisogno di indicazioni chiare e ben strutturate.

Offre consulenze online focalizzate sulla valutazione dei sintomi, sulla prevenzione e sulla gestione a lungo termine delle patologie croniche, aiutando i pazienti a comprendere la propria condizione e a scegliere i passi successivi più appropriati.

Motivi più frequenti di consultazione:

  • Problemi generali di medicina interna e valutazione iniziale dello stato di salute.
  • Sintomi acuti come febbre, tosse, infezioni, dolore o debolezza.
  • Patologie croniche e adeguamento delle terapie in corso.
  • Problemi di pressione arteriosa, affaticamento e disturbi metabolici.
  • Consulenze preventive e controlli periodici.
  • Interpretazione di analisi di laboratorio ed esami diagnostici.
  • Consigli medici per pazienti che ricevono assistenza online.

Il Dr. Okeke è apprezzato per la sua comunicazione chiara, l’approccio calmo e la sensibilità culturale. Ascolta con attenzione, spiega le opzioni in modo comprensibile e accompagna i pazienti nel prendere decisioni consapevoli sulla propria salute.

Le consulenze online con il Dr. Chikeluo Okeke offrono assistenza affidabile in medicina interna senza limiti geografici, con un’attenzione particolare alla rilevanza clinica, alla chiarezza e al comfort del paziente.

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Nuno Tavares Lopes

Medicina di famiglia 18 years exp.

Il Dr. Nuno Tavares Lopes è un medico con 17 anni di esperienza in medicina d’urgenza, medicina di famiglia e sanità pubblica. Ha lavorato con popolazioni adulte e pediatriche in diversi contesti clinici e ricopre ruoli di responsabilità in reti sanitarie internazionali, collaborando anche con organismi come l’OMS e l’ECDC. Offre consulenze online per pazienti che necessitano di indicazioni rapide, chiarimenti diagnostici o gestione continua di condizioni croniche.

Aree di competenza:

  • urgenze non critiche: infezioni, febbre, dolore toracico o addominale, traumi minori, emergenze pediatriche
  • medicina di famiglia: ipertensione, diabete, colesterolo, gestione delle malattie croniche
  • medicina dei viaggi: consigli pre-partenza, vaccinazioni, certificati di idoneità al volo, patologie correlate ai viaggi
  • salute sessuale e riproduttiva: PrEP, prevenzione delle IST, counselling e trattamento
  • gestione del peso: programmi personalizzati, indicazioni sullo stile di vita
  • problemi dermatologici e ORL: acne, eczema, allergie, eruzioni cutanee, mal di gola, sinusiti
  • gestione del dolore: dolore acuto e cronico, assistenza post-operatoria
  • sanità pubblica: prevenzione, screening sanitari, monitoraggio a lungo termine
  • rilascio di certificati di malattia (Baixa médica) secondo le procedure vigenti in Portogallo
  • certificazioni IMT per il processo di conversione della patente
Il Dr. Lopes offre anche supporto ai pazienti che utilizzano farmaci GLP-1 (Mounjaro, Wegovy, Ozempic, Rybelsus) come parte di un percorso di perdita di peso. Si occupa della pianificazione del trattamento, del monitoraggio regolare, dell’aggiustamento dei dosaggi e dell’integrazione del farmaco con cambiamenti dello stile di vita, seguendo le linee guida europee.

Fornisce inoltre interpretazione degli esami medici, accompagnamento clinico per pazienti complessi e supporto multilingue. Che si tratti di un problema urgente o di un percorso di cura a lungo termine, il Dr. Nuno Lopes aiuta i pazienti a prendere decisioni informate con chiarezza e sicurezza.

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Hocine Lokchiri

Medicina generale 21 years exp.

Il Dr. Hocine Lokchiri – medico di medicina generale offre assistenza online per adulti e bambini, aiutando i pazienti con sintomi acuti, dubbi clinici, indicazioni terapeutiche e follow-up.

Il Dr. Lokchiri è un consulente francese con oltre 20 anni di esperienza in Medicina Generale e Medicina d’Urgenza. Lavora con adulti e bambini, supportando pazienti con sintomi improvvisi, infezioni, cambiamenti rapidi dello stato di salute e problemi medici quotidiani che richiedono una valutazione tempestiva. La sua esperienza in Francia, Svizzera e Emirati Arabi Uniti gli permette di gestire un’ampia varietà di condizioni con sicurezza e chiarezza. I pazienti apprezzano il suo approccio calmo e strutturato, le spiegazioni precise e l’attenzione alla medicina basata sulle evidenze.

Le consulenze online con il Dr. Lokchiri sono utili in molte situazioni in cui serve un orientamento rapido, rassicurazione o un’indicazione chiara sul passo successivo. Motivi comuni di consulto includono:

  • febbre, brividi, stanchezza e sintomi virali
  • tosse, mal di gola, congestione nasale, difficoltà respiratorie
  • bronchite e riacutizzazioni lievi di asma
  • nausea, diarrea, dolore addominale, infezioni gastrointestinali
  • eruzioni cutanee, reazioni allergiche, arrossamenti, punture di insetti
  • dolori muscolari o articolari, traumi lievi, distorsioni
  • mal di testa, capogiri, sintomi di emicrania
  • disturbi legati allo stress, difficoltà del sonno
  • domande su esami, referti e piani terapeutici
  • gestione di condizioni croniche in fasi stabili
Molti pazienti lo contattano quando i sintomi compaiono all’improvviso e generano preoccupazione, quando un bambino inizia a stare male senza una causa chiara, quando un’eruzione cutanea cambia rapidamente o quando non è evidente se una visita in presenza sia necessaria. La sua lunga esperienza in medicina d’urgenza è particolarmente utile online, aiutando i pazienti a comprendere il livello di rischio, riconoscere i segnali d’allarme e scegliere il percorso più sicuro.

Alcune situazioni non sono adatte a una consulenza online. In caso di perdita di coscienza, forte dolore toracico, emorragia non controllata, convulsioni, traumi importanti o sintomi che suggeriscono ictus o infarto, il Dr. Lokchiri indirizzerà immediatamente ai servizi di emergenza locali, per garantire sicurezza e cure appropriate.

La formazione professionale del Dr. Lokchiri comprende:

  • Advanced Trauma Life Support (ATLS)
  • Basic e Advanced Cardiac Life Support (BLS/ACLS)
  • Pediatric Advanced Life Support (PALS)
  • Prehospital Trauma Life Support (PHTLS)
  • Ecografia eFAST ed ecocardiografia transtoracica in area critica
  • Medicina aeronautica
È membro attivo di diverse società professionali, tra cui la Società Francese di Medicina d’Urgenza (SFMU), l’Associazione Francese dei Medici d’Urgenza (AMUF) e la Società Svizzera di Medicina d’Urgenza e Soccorso (SGNOR). Nelle consulenze lavora con rigore e chiarezza, aiutando i pazienti a comprendere sintomi, rischi potenziali e opzioni terapeutiche sicure.
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Domande frequenti

È necessaria una prescrizione per ALFAPROT?
ALFAPROT requires una prescrizione in Italia. Puoi verificare con un medico online se questo medicinale è appropriato per il tuo caso.
Qual è il principio attivo di ALFAPROT?
Il principio attivo di ALFAPROT è nitrous oxide. Queste informazioni aiutano a identificare medicinali con la stessa composizione ma con nomi commerciali diversi.
Chi produce ALFAPROT?
ALFAPROT è prodotto da FARMA GAS - MEDICAL AND TECHNICAL GASES SRL. I marchi e le confezioni possono variare a seconda del distributore.
Quali medici possono prescrivere ALFAPROT online?
Medici Medici di famiglia, Psichiatri, Dermatologi, Cardiologi, Endocrinologi, Gastroenterologi, Pneumologi, Nefrologi, Reumatologi, Ematologi, Infettivologi, Allergologi, Geriatri, Pediatri, Oncologi online possono prescrivere ALFAPROT quando clinicamente appropriato. Puoi prenotare una consulenza video per discutere il tuo caso e le opzioni di trattamento.
Quali sono le alternative a ALFAPROT?
Altri medicinali con lo stesso principio attivo (nitrous oxide) includono AZOTO PROTOSSIDO AIR LIQUIDE SANITA', AZOTO PROTOSSIDO LINDE MEDICALE, AZOTO PROTOSSIDO MEDICAIR. Possono avere nomi commerciali o formulazioni diverse, ma contengono lo stesso ingrediente terapeutico. Consulta sempre un medico prima di cambiare o iniziare un nuovo medicinale.
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