Eruzioni cutanee nei neonati e nei bambini
Un'eruzione sulla pelle di un bambino spaventa quasi sempre più di quanto meriti: la grande maggioranza è innocua e passa da sola.
In questa pagina
- L'eruzione che non scompare sotto un bicchiere
- Quando chiamare aiuto anche senza eruzione
- Labbra e lingua gonfie con l'orticaria: è anafilassi
- Le eruzioni delle prime settimane di vita
- Dermatite atopica e pelle sotto il pannolino
- Eruzioni virali: roseola, quinta malattia, varicella
- Scarlattina, morbillo e malattia di Kawasaki
- Impetigine, scabbia e quando il bambino non può andare al nido
- Consulto online
Medicinali comunemente prescritti per Eruzioni cutanee nei neonati e nei bambini
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi farmaco.
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Un'eruzione sulla pelle di un bambino spaventa quasi sempre più di quanto meriti: la grande maggioranza è innocua e passa da sola. Ci sono però alcune situazioni in cui l'aspetto della pelle o le condizioni del bambino significano «adesso», e vale la pena conoscerle prima che accadano. Per questo la pagina comincia da ciò che non si può aspettare e lascia dopo il frequente e il banale.
L'eruzione che non scompare sotto un bicchiere
Prendete un bicchiere trasparente e premetelo con forza sull'eruzione. Un'eruzione comune sotto il vetro sbiadisce e quasi scompare. Se le macchie restano visibili, non è un'eruzione sulla pelle ma sangue sotto la pelle: puntini simili a punture di spillo, oppure piccoli ematomi che non si sono schiariti.
Un'eruzione che non sbiadisce sotto il bicchiere in un bambino che sta male è un motivo per chiamare immediatamente l'ambulanza al 112. Così si manifesta l'infezione meningococcica, che evolve nel giro di ore. Ditelo con queste parole all'operatore: «l'eruzione non sbiadisce».
E adesso il punto essenziale, la ragione per cui questa sezione viene prima di tutte. Quell'eruzione compare tardi, e in una parte dei bambini non compare affatto. È un segno delle ultime ore, non delle prime. Non si può aspettarla come conferma: se il bambino sta chiaramente male, si chiama l'ambulanza senza nessuna eruzione. La pausa «vediamo se si capisce meglio» è la ragione più frequente per cui in questa infezione si arriva tardi.
Sulla pelle scura il colore si distingue con più difficoltà, quindi guardate dove la pelle è più chiara: palmi, pianta dei piedi, addome, interno delle palpebre, labbra e lingua. Il sangue sotto la pelle ha anche cause meno urgenti, ma distinguerle è compito del medico. In quel momento il compito dei genitori è uno solo: chiamare aiuto.
Quando chiamare aiuto anche senza eruzione
Le condizioni del bambino dicono più della sua pelle. Chiamate il 112 con o senza eruzione se il bambino:
- è spento, flaccido, difficile da svegliare, oppure non risponde come al solito;
- geme in modo monotono, piange con un tono acuto insolito, non vi riconosce;
- respira veloce, con fatica, con un lamento, rientrando negli spazi tra le costole e sotto di esse, oppure fa pause nel respiro;
- è pallido, grigio, bluastro o marezzato: sulla pelle scura si nota meglio su palmi, pianta dei piedi e labbra;
- ha mani e piedi freddi con il corpo caldo;
- ha avuto una convulsione;
- non riesce a piegare il collo, socchiude gli occhi per la luce oppure, se è un lattante, ha la fontanella sporgente;
- non beve, il pannolino resta asciutto per molte ore, piange senza lacrime.
A parte: qualunque febbre in un bambino nelle prime settimane di vita richiede assistenza lo stesso giorno, anche se appare tranquillo.
La temperatura si misura meglio con un termometro digitale; senza di esso regolatevi sulla schiena e sul petto caldi, sul sudore e sui brividi. Ma ricordate la regola inversa: l'assenza di febbre non garantisce nulla. Un'infezione grave, soprattutto in un lattante, può decorrere con temperatura normale e persino bassa.
E un'ultima cosa. Voi conoscete vostro figlio meglio di qualsiasi manuale. Se non somiglia a se stesso in nessuna malattia precedente, questo da solo basta per chiedere aiuto.
Labbra e lingua gonfie con l'orticaria: è anafilassi
L'orticaria si presenta come pomfi rilevati di dimensioni diverse. Danno prurito, si spostano da un punto all'altro e di solito sbiadiscono in qualche ora. Di per sé l'orticaria nei bambini è quasi sempre innocua: la provocano infezioni recenti, alimenti, farmaci, punture di insetti, il freddo e il caldo.
Diventa pericolosa quando vi si aggiunge il gonfiore. Chiamate l'ambulanza se il bambino:
- ha labbra, lingua o viso gonfi, o la sensazione di un nodo in gola;
- è diventato rauco o fa fatica a inghiottire;
- respira in modo rumoroso, sibilante o affannoso;
- diventa improvvisamente pallido, flaccido, assonnato o svenuto;
- ha cominciato a vomitare senza sosta con dolore addominale subito dopo aver mangiato o preso un farmaco.
Questa è anafilassi. Mentre arriva l'ambulanza, mettete il bambino in posizione distesa e alzategli le gambe; se respira male, fatelo invece sedere. Non alzatelo in piedi e non fatelo camminare: un cambio brusco di posizione durante un'anafilassi è pericoloso. Se gli è stato prescritto un autoiniettore di adrenalina, usatelo subito sulla faccia esterna della coscia, senza attendere il peggioramento; talvolta serve una seconda dose. E anche se dopo l'adrenalina tutto si risolve, il bambino va comunque in ospedale: la reazione può ripresentarsi dopo alcune ore.
L'orticaria semplice, senza gonfiore e senza difficoltà respiratoria, si gestisce facilmente: impacco fresco, abiti larghi, allontanamento della causa e un antistaminico scelto per l'età.
Le eruzioni delle prime settimane di vita
Nel neonato la pelle si sta riorganizzando, e quasi tutto ciò che vi compare non richiede altro che pazienza.
- Grani di miglio. Minuscoli puntini bianchi sul naso e sulle guance. Compaiono nei primi giorni e vanno via in qualche settimana. Non schiacciarli.
- Eritema tossico del neonato. Il nome spaventa e il quadro è del tutto benigno: chiazze rossastre con un piccolo rilievo bianco al centro, sul tronco, sul viso e sulle spalle; vanno e vengono e si risolvono da sole in un paio di settimane.
- Eruzione da calore. Una semina di piccoli rilievi dove la pelle suda: il collo, le pieghe, la zona del pannolino. La causa è una sola: il bambino ha caldo ed è coperto troppo. Non serve una crema ma il fresco: meno strati, cotone leggero, un bagno tiepido. Non si trasmette.
E adesso l'avvertenza più importante di tutto l'elenco. Tutto questo vale per un bambino che mangia bene, dorme tranquillo e si sveglia normalmente. In un lattante delle prime settimane, un'eruzione insieme a febbre, rifiuto del cibo, sonnolenza insolita o bolle sulla pelle non rientra nel «aspettiamo»: quel bambino va portato dal medico lo stesso giorno.
Dermatite atopica e pelle sotto il pannolino
La dermatite atopica è l'eruzione duratura più comune nei bambini. Zone secche, ruvide e pruriginose: nel lattante sulle guance e sulla faccia esterna di braccia e gambe, più tardi nelle piegature di gomiti e ginocchia, sul collo e sulle mani. Procede per riacutizzazioni. Il vero problema non è l'aspetto ma il prurito: per il prurito il bambino non dorme e si gratta fino a ferirsi.
La base della cura non è un farmaco ma l'idratazione. L'emolliente senza profumo si applica in abbondanza e con regolarità, anche quando la pelle sembra tranquilla; sapone e bagnoschiuma si sostituiscono con un detergente emolliente; le unghie si tengono corte. Nelle riacutizzazioni si prescrive una crema al cortisone, e potenza e durata le stabilisce il medico. Il bambino va mostrato se la pelle inizia a trasudare, si copre di croste giallastre o di vescicole, se il prurito gli impedisce di dormire o se la routine abituale ha smesso di funzionare.
L'irritazione da pannolino ha un aspetto diverso: rossore sulle zone sporgenti che toccano il pannolino, mentre il fondo delle pieghe resta di solito indenne. Aiutano cambiare spesso il pannolino, lasciare momenti senza, lavare con acqua o con salviette senza alcol e senza profumo, e uno strato sottile di crema barriera. Sapone, talco e antisettici non fanno che irritare.
Se il rossore entra nel fondo delle pieghe, diventa vivo, con un margine festonato e piccole macchie isolate attorno, oppure se la cura abituale non basta, molto probabilmente si è aggiunta una candidosi e serve una crema antimicotica. In bocca il mughetto si presenta come una patina bianca su lingua e guance che non si rimuove facilmente, e il bambino succhia con meno voglia. La madre che allatta e il bambino si trattano insieme, altrimenti se lo passano a vicenda.
Eruzioni virali: roseola, quinta malattia, varicella
La maggior parte delle eruzioni infantili è causata da virus e si risolve da sola. Alcune sono riconoscibili.
Roseola. Un bambino sotto i due anni ha tre giorni di febbre alta senza apparire gravemente malato; la febbre scende e solo allora sul collo e sul tronco compare un'eruzione rosa a piccoli elementi. L'eruzione significa che la malattia è finita. Notate: per tre giorni su quattro l'eruzione non c'è affatto, quindi un bambino con febbre va giudicato dalle sue condizioni e non dalla pelle.
La quinta malattia, o eritema infettivo, comincia con le guance rosso vivo, come se il bambino avesse ricevuto uno schiaffo. Un giorno o due dopo, su braccia e tronco compare un'eruzione reticolata, come un pizzo, che per settimane sbiadisce e riappare con il caldo. A quel punto il bambino di solito sta già bene e non è più contagioso. Un'eccezione da ricordare: l'infezione è pericolosa per le donne in gravidanza e per chi ha un'anemia cronica o le difese ridotte, quindi queste persone devono essere avvertite del contatto.
La varicella compare a ondate: le macchie diventano vescicole e le vescicole croste, e sulla pelle coesistono tutte e tre le fasi. Le macchie possono essere in qualsiasi punto, cuoio capelluto e bocca compresi. Aiutano un bagno tiepido, gli emollienti, un antistaminico, le unghie tenute corte e dei calzini sulle mani del piccolo di notte; per il malessere si dà paracetamolo. Ai bambini e agli adolescenti non si dà aspirina. Anche l'ibuprofene nella varicella si evita di norma. Il bambino va tenuto lontano dai neonati, dalle donne in gravidanza che non l'hanno avuta e dalle persone immunodepresse. Dal medico: se le vescicole diventano calde e dolenti con un rossore vivo attorno, se dopo la fine delle nuove macchie il bambino peggiora invece di migliorare, se cammina instabile o non riesce a stare sveglio.
Scarlattina, morbillo e malattia di Kawasaki
La scarlattina non comincia dalla pelle ma dalla gola: dolore a inghiottire, febbre, linfonodi del collo ingrossati. Un giorno o due dopo compaiono piccoli rilievi duri, prima sul petto e sull'addome. Non si riconosce con gli occhi ma con la mano: nella scarlattina la pelle diventa ruvida, come carta vetrata fine. Questo conta, perché sulla pelle scura il cambio di colore può non vedersi, mentre la ruvidità si sente sempre. Il viso resta libero dall'eruzione, anche se le guance sono infuocate, e la lingua passa da patinata di bianco a rossa e granulosa. È una delle poche eruzioni infantili che si curano davvero: servono un medico e un antibiotico.
Il morbillo inizia come un raffreddore pesante: febbre alta, tosse, occhi rossi e lacrimosi, fastidio per la luce. Poi compaiono puntini bianchi all'interno delle guance e solo dopo un'eruzione a chiazze che scende dal viso e da dietro le orecchie su tutto il corpo. Con il morbillo il bambino è davvero malato, non semplicemente «pieno di macchie». Il morbillo si previene con la vaccinazione prevista dal calendario nazionale. Prima di andare in ambulatorio telefonate: il morbillo si trasmette con estrema facilità.
La malattia di Kawasaki è rara, ma va nominata. Tutto inizia con una febbre che dura cinque giorni o più e non cede ai rimedi abituali. A essa si aggiungono diversi segni: un'eruzione, spesso anche nella zona del pannolino; labbra rosse e screpolate e lingua rossa e granulosa; occhi rossi senza secrezione; mani e piedi gonfi e rossi, con successiva desquamazione della punta delle dita; un linfonodo ingrossato al collo. Il bambino è di norma impossibile da calmare. Senza trattamento la malattia danneggia le arterie del cuore, e il trattamento iniziato nei primi giorni lo previene. Perciò una febbre al quinto giorno senza causa chiara è un motivo per tornare dal medico, anche se il bambino è già stato visitato.
Impetigine, scabbia e quando il bambino non può andare al nido
L'impetigine è un'infezione cutanea contagiosa, il più delle volte attorno al naso e alla bocca. Comincia con piaghe rosse o bolle che si rompono subito e si asciugano formando croste color miele, simili a fiocchi incollati alla pelle. Dà prurito e viaggia facilmente sulle mani del bambino verso altre zone della sua pelle e verso altri bambini. Si cura con una pomata antibiotica o, se è estesa, con un farmaco per bocca. Durante la cura: asciugamano e lenzuola separati, lavaggio frequente delle mani, unghie corte e croste da non staccare.
La scabbia non comincia dall'aspetto ma dal prurito: intenso, peggiore di notte e tale da svegliare il bambino. Poi si vedono piccoli rilievi e sottili tracce sinuose tra le dita, ai polsi, alle ascelle e attorno alla vita. Nei lattanti e nei bambini piccoli, a differenza degli adulti, sono coinvolti anche palmi, pianta dei piedi, viso e capo. Si tratta con una crema o una lozione applicata su tutto il corpo e ripetuta dopo circa una settimana; contemporaneamente si trattano tutti i conviventi, anche senza sintomi. Il prurito può durare alcune settimane dopo una cura efficace, e questo non è segno di insuccesso.
Sul nido non decidono le macchie sulla pelle ma tre cose: come sta il bambino, se c'è febbre e se la malattia si trasmette. Si resta a casa con la varicella finché tutte le vescicole non hanno fatto la crosta; con la scarlattina fino all'inizio della cura e alla scomparsa della febbre; con il morbillo per alcuni giorni dopo la comparsa dell'eruzione; con l'impetigine finché le croste non si asciugano o la cura non ha effetto. Non richiedono isolamento la dermatite atopica, l'eruzione da calore, l'irritazione da pannolino, la roseola e la quinta malattia una volta comparsa l'eruzione. I tempi precisi cambiano un poco da un paese all'altro e da una struttura all'altra, quindi si confermano con il medico e con il nido stesso.
Consulto online
Il consulto online non serve per quello di cui parlano le prime tre sezioni: davanti a un'eruzione che non sbiadisce sotto il bicchiere, a un bambino spento, a una difficoltà respiratoria o a labbra gonfie serve l'ambulanza, non un messaggio. Per tutto il resto è comodo, perché l'eruzione è proprio ciò che si vede in una fotografia.
Il medico aiuterà a capire di cosa si tratta, dirà se serve una visita di persona e con quanta urgenza, rivedrà la cura della dermatite atopica e dell'irritazione da pannolino, sceglierà prodotti adatti all'età, spiegherà come non lasciarsi sfuggire una disidratazione e risponderà alla domanda sul nido.
Perché il colloquio sia utile, preparatelo: fotografate l'eruzione con luce naturale e senza flash, da vicino e da più lontano, e rifotografatela se cambia. Annotate quando è iniziato tutto, quale temperatura c'è stata, cosa ha mangiato il bambino e quali farmaci ha preso, e se c'è stato contatto con qualcuno malato. E dite senza giri di parole tutto ciò che preoccupa voi.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Eruzioni cutanee nei neonati e nei bambini
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