Disturbi della memoria
Entrare in una stanza e non ricordare più perché, o avere una parola sulla punta della lingua senza riuscire a tirarla fuori, capita a chiunque, soprattutto…
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Medicinali comunemente prescritti per Disturbi della memoria
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi farmaco.
Forma farmaceutica: ORALLY DISINTEGRATING TABLET/LIOTAB, 5mgPrincipio attivo: donepezilProduttore: Sandoz Farmaceutica S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE, 1 mg/mlPrincipio attivo: hydroxocobalaminProduttore: Laboratorios Basi Industria Farmaceutica S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 5 mgPrincipio attivo: donepezilProduttore: Laboratorios Alter S.A.Prescrizione richiesta
Disturbi della memoria
Entrare in una stanza e non ricordare più perché, o avere una parola sulla punta della lingua senza riuscire a tirarla fuori, capita a chiunque, soprattutto quando si è stanchi e di corsa. Il segnale da cogliere è un altro: quando le dimenticanze cominciano a intralciare il lavoro, la casa e i rapporti con le persone, quando peggiorano di mese in mese, oppure quando se ne accorgono gli altri prima dell'interessato. La notizia buona è che dietro un disturbo della memoria c'è spesso una causa correggibile, e prima la si individua più completo è il recupero.
Che cosa è normale e che cosa no
La differenza non sta nel dimenticare, ma nel modo in cui si dimentica.
- Dimenticanza comune: un nome non viene subito ma torna in mente più tardi; non si sa dove sono finite le chiavi, però si ricorda di averle cercate; sfuggono dettagli di una conversazione, non la conversazione intera.
- Motivo per approfondire: i fatti recenti spariscono del tutto; la stessa domanda viene ripetuta senza il ricordo di averla già posta; ci si disorienta in luoghi conosciuti; si dimentica di prendere le medicine o di spegnere il gas; chi sta accanto nota il cambiamento prima della persona stessa.
Cause frequenti
La memoria non si guasta solo per malattie del cervello. Molto più spesso all'origine c'è qualcosa su cui si può intervenire:
- sonno insufficiente e stanchezza cronica: i ricordi si fissano dormendo, e senza sonno cedono per prime memoria e attenzione;
- stress, ansia e depressione: nella depressione i vuoti di memoria e le difficoltà di concentrazione possono essere così marcati da somigliare a una demenza;
- farmaci: ipnotici e ansiolitici, antistaminici, alcuni antipertensivi, antidolorifici;
- alcol consumato con regolarità;
- carenze di vitamina B12, vitamina D o ferro;
- malattie della tiroide, più spesso l'ipotiroidismo;
- apnee del sonno: pause respiratorie notturne di cui la persona non è consapevole;
- infezioni e traumi cranici precedenti;
- demenza: una causa importante, ma tutt'altro che la prima per frequenza.
Quando rivolgersi al medico
- le difficoltà di memoria interferiscono con le attività di ogni giorno o con il lavoro;
- sono peggiorate in modo evidente negli ultimi mesi;
- il cambiamento viene notato dai familiari;
- oltre alla memoria sono cambiati il linguaggio, l'orientamento nello spazio o la capacità di fare i conti;
- il peggioramento è iniziato di colpo o dopo un colpo alla testa;
- sono comparse apatia, umore basso o perdita di interesse per le attività di sempre.
Se la preoccupazione riguarda un familiare anziano sempre più smemorato, conviene che sia un parente ad aprire il discorso con il medico: molte persone in questa situazione non chiedono aiuto da sole.
Che cosa succede durante la visita
Il medico chiede nel dettaglio che cosa è diventato più difficile e da quando, e indaga anche sonno, umore, carichi di lavoro, farmaci e alcol. Poi somministra test brevi di memoria e attenzione e prescrive gli esami: emocromo, vitamina B12, ormoni tiroidei, glicemia, funzionalità epatica e renale. Se serve, invia a una risonanza magnetica o a una TAC dell'encefalo e alla visita neurologica.
Alcune cose rendono la visita molto più utile: presentarsi con una persona vicina che descriva i cambiamenti visti da fuori, portare l'elenco completo di farmaci e integratori, annotare esempi concreti. Non "è diventato smemorato", ma "due volte questa settimana ha lasciato il piano di cottura acceso".
Che cosa si può fare
Mentre gli accertamenti procedono, conviene togliere di mezzo ciò che impedisce alla memoria di lavorare: rimettere in ordine il sonno, limitare l'alcol, ridurre i carichi dove è possibile. Aiutano anche gli appoggi esterni: un calendario con le notifiche, liste di cose da fare, il portapillole settimanale, un posto fisso per chiavi e documenti. Movimento, rapporti con altre persone e impegno intellettuale incidono sulla memoria, e non in modo simbolico.
Domande frequenti
Essere smemorati significa sempre l'inizio di una demenza? No. Nella maggior parte di chi si rivolge al medico si trova un'altra causa: poco sonno, depressione, carenza di B12, effetto di un farmaco.
Con l'età la memoria peggiora, è normale? Una certa lentezza nel fissare cose nuove con gli anni è attesa. Perdere autonomia nella vita quotidiana non rientra nella normalità.
Servono gli integratori "per la memoria"? Non ci sono dati convincenti di un beneficio nelle persone sane. Ha senso invece curare la causa concreta che viene individuata.
Consulto online
Nel consulto online il medico analizza il tipo di dimenticanze, valuta il peso di sonno, umore e farmaci assunti, stabilisce quali esami servono per primi e indica se è necessaria una valutazione neurologica di persona.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Revisionato dal punto di vista medico da
Revisionato il 15 lug 2026
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