Febbre negli adulti
La febbre non è una malattia ma il modo in cui l'organismo risponde a un'infezione o a un'infiammazione: in quelle condizioni le cellule immunitarie lavorano…
In questa pagina
Medicinali comunemente prescritti per Febbre negli adulti
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi farmaco.
Forma farmaceutica: ORALLY DISINTEGRATING TABLET/LIOTAB, 250 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Laboratorios Ern S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 1 g paracetamolPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Ferrer Internacional S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: TABLET, 1 gPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Towa Pharmaceutical S.A.Prescrizione richiesta
La febbre non è una malattia ma il modo in cui l'organismo risponde a un'infezione o a un'infiammazione: in quelle condizioni le cellule immunitarie lavorano meglio e molti microbi peggio. Perciò qui la domanda che conta non è quanto segna il termometro, ma che cosa sta succedendo alla persona insieme a quella febbre. Un adulto può camminare e lavorare con 39 e può stare molto male con 37,8, ed è il secondo caso quello preoccupante. Questa pagina parla degli adulti; della febbre nei bambini si occupa una pagina a parte, «Febbre nei bambini», perché lì sia i segnali d'allarme sia il comportamento da tenere sono diversi.
Chiami un'ambulanza subito se
Un valore alto da solo non richiede l'ambulanza. La febbre insieme a uno qualsiasi di questi segni, invece, significa che l'aiuto serve adesso:
- sulla pelle sono comparsi puntini e macchie piccole, rosse o violacee, che non impallidiscono premendovi contro il fondo di un bicchiere trasparente;
- mal di testa forte con rigidità del collo, quando è impossibile avvicinare il mento al petto, e fastidio intenso alla luce;
- confusione, delirio, comportamento insolito, parola impastata oppure la persona è difficile da svegliare;
- respirare è faticoso, il respiro è rapido e superficiale e non si riesce a finire una frase;
- la pelle è diventata marezzata, grigia o bluastra, le labbra sono violacee e le mani e i piedi sono gelati mentre il corpo scotta;
- da dodici ore non viene emessa urina;
- convulsioni mai avute prima;
- dolore al torace oppure un crollo improvviso delle forze, tale da non riuscire a stare in piedi o a tenere su la testa.
Il 112 è il numero unico europeo e funziona in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina; in altri Paesi componga il numero locale delle emergenze. Dica all'operatore quanta febbre c'è, da quanto tempo e che cosa esattamente l'ha spaventata.
La sepsi, che è il motivo di quell'elenco
La sepsi non è un'«infezione del sangue», come si tende a immaginarla, ma la risposta distruttiva dell'organismo stesso a un'infezione: la reazione immunitaria sfugge di mano e comincia a danneggiare i propri vasi e i propri organi. Può partire da qualunque punto — una polmonite, un'infezione urinaria, una ferita che si è infettata, un dente malato — e avanza in fretta, nell'arco di ore.
A farla riconoscere è il fatto che la persona appare e si sente sproporzionatamente male per un banale raffreddore. Preoccupano la confusione e la sonnolenza, i brividi con sensazione di freddo intenso, il respiro molto rapido, il polso accelerato, un calo netto della quantità di urina, la pelle marezzata o cinerea e la sensazione, riferita dal malato stesso, di stare morendo. Un dettaglio importante: nella sepsi la temperatura non è sempre alta. Negli anziani e nelle persone debilitate può essere normale o perfino bassa, e questo è ancora più allarmante.
Il rischio è maggiore con diabete, cirrosi, insufficienza renale, dopo la chemioterapia, in chi assume cortisone o altri farmaci che frenano le difese, in chi ha subito l'asportazione della milza, in gravidanza e nel periodo dopo il parto e negli anziani. Se sospetta una sepsi, pronunci questa parola ad alta voce chiamando l'ambulanza o arrivando in ospedale: mette in moto un percorso dedicato, e qui il tempo si conta in ore.
Tre circostanze in cui la febbre non si aspetta
Ci sono situazioni in cui perfino una febbre moderata e senza altri disturbi impone di farsi vedere in giornata, e talvolta subito.
- Il rientro dai tropici. Qualunque febbre dopo un viaggio in Paesi dove esiste la malaria impone accertamenti immediati e non un antipiretico. La malaria comincia come una comune influenza — febbre, brividi, dolori diffusi, mal di testa, a volte diarrea — e senza cure la forma grave può uccidere in un giorno. L'attacco può arrivare settimane o anche mesi dopo il rientro, quindi dica sempre al medico dove è stato nell'ultimo anno, anche se il viaggio le sembra lontano. Le compresse preventive non escludono la malattia. Dopo i tropici contano anche altre febbri, dalla dengue al tifo, e vanno affrontate dove si possa fare un esame del sangue in giornata.
- Un intervento recente, un catetere o una protesi. La febbre nelle prime settimane dopo un'operazione, e anche in chi porta un catetere urinario o venoso, una protesi articolare o una valvola, è sempre un motivo per farsi visitare e non per attribuirla a un raffreddore. Guardi intanto la ferita chirurgica: arrossamento, gonfiore, dolore e secrezione parlano da soli.
- La chemioterapia e le terapie che abbassano le difese. Qui la regola è la più severa di tutte. Se sta facendo chemioterapia, assume immunosoppressori o cortisone ad alte dosi, la febbre è un'urgenza e non una seccatura domestica. Così si manifesta la febbre neutropenica: dei globuli bianchi che tengono a bada le infezioni non è rimasto quasi nulla, e un batterio comune produce una sepsi in poche ore. Niente «aspetto domattina» e niente antipiretici che confondano il quadro: contatti il suo reparto o vada subito in ospedale. Lo stesso vale per chi non ha più la milza.
Che cosa dice il termometro e che cosa non dice
La temperatura normale varia da persona a persona e cambia nel corso della giornata: al mattino è più bassa, verso sera sale di quasi un grado. Si considera febbre da 38 °C in su, ma è un confine convenzionale e non la soglia oltre la quale comincia il pericolo. Anche le sensazioni sono una guida affidabile: se ha brividi, vampate, dolori diffusi e la pelle calda, la febbre probabilmente c'è, anche quando il termometro dice di no.
Si misura con un termometro digitale sotto la lingua o sotto l'ascella, tenendo il braccio ben stretto al corpo; quelli auricolari sono comodi ma richiedono di seguire con esattezza le istruzioni. Non conviene fidarsi delle strisce da appoggiare alla fronte, perché non sono precise. Dopo un bagno caldo, attività fisica o una sigaretta aspetti una ventina di minuti, altrimenti il valore risulterà falsamente alto.
E soprattutto: il numero in sé dice pochissimo sulla gravità. Una polmonite grave può stare a 37,5 e una banale infezione virale a 39,5. Non si guarda la colonnina, si guardano il respiro, lo stato di coscienza, il colore della pelle, l'urina e la rapidità con cui tutto cambia. La febbre si abbassa per stare meglio, non per ottenere un numero rassicurante.
Perché sale la temperatura
Quasi sempre per un'infezione, e nella stragrande maggioranza dei casi virale: raffreddore, influenza, virus intestinale. Una febbre così dura due o tre giorni e se ne va da sola. Le infezioni batteriche — polmonite, tonsillite, pielonefrite, erisipela, una ferita infetta — danno di solito una febbre più ostinata e un punto preciso da indicare: qualcosa fa male, qualcosa secerne, qualcosa è arrossato.
Ma la febbre esiste anche senza infezione:
- malattie infiammatorie e autoimmuni, dall'artrite reumatoide alle vasculiti;
- trombosi venosa profonda del polpaccio ed embolia polmonare: qui la febbre accompagna un polpaccio gonfio e dolente oppure un affanno improvviso;
- febbre da farmaci, cioè una reazione a un medicinale, spesso un antibiotico iniziato una o due settimane prima;
- ipertiroidismo, tumori e malattie del sangue, nelle febbri prolungate senza causa evidente;
- ustioni estese, traumi e vaccinazioni recenti, dove la febbre dura un giorno e passa.
Il surriscaldamento è un capitolo a sé. Il colpo di calore non è febbre: il corpo non ha «alzato» la temperatura, non è riuscito a reggere il caldo. Capita con la canicola, in ambienti soffocanti, lavorando o facendo sport al sole, e si riconosce da confusione, mal di testa, nausea, pelle calda e sudorazione che si è interrotta. Qui, al contrario che nella febbre, la persona va davvero raffreddata — portata all'ombra, svestita, ventilata, con qualcosa di freddo al collo e alle ascelle — mentre si chiama un'ambulanza.
Che cosa fare a casa
Se nessuno dei segnali d'allarme è presente, la febbre si passa a casa, e l'obiettivo è semplice: stare meglio e non disidratarsi.
- Beva più del solito e in piccole quantità: con la febbre e la sudorazione i liquidi se ne vanno in fretta. Il riferimento è facile, l'urina deve restare chiara.
- Riposi. Portarsi in giro la febbre e lavorare a forza è il modo più sicuro per allungare la malattia.
- Si vesta leggero e arieggi la stanza. Coprirsi durante i brividi è comprensibile, ma non bisogna finire surriscaldati.
- Se sta male, con dolori diffusi e mal di testa, aiutano gli antipiretici e antidolorifici: paracetamolo o ibuprofene. Si assumono secondo il foglietto illustrativo, per stare meglio e non per abbassare il numero, perché la febbre in sé non fa danni.
- Mangi secondo l'appetito, senza sforzarsi.
- Finché la febbre dura resti a casa ed eviti di avvicinarsi ad altre persone: è contagioso.
Che cosa non fare. Non si frizioni con acqua fredda, alcol o aceto e non entri in una vasca fredda: i vasi della pelle si chiudono, partono i brividi e la temperatura corporea sale invece di scendere, mentre l'alcol per giunta si assorbe attraverso la pelle. Non alterni paracetamolo e ibuprofene a orario come routine, perché raddoppia il rischio di sbagliare la dose senza alcun vantaggio; lo si fa solo su indicazione del medico. L'ibuprofene e gli altri antinfiammatori è meglio evitarli in caso di disidratazione, malattia renale, ulcera gastrica e varicella. E non trasferisca nulla di tutto questo a un bambino: le formulazioni per adulti non gli sono adatte, l'aspirina non si dà a bambini e adolescenti, e i loro segnali d'allarme sono altri, raccolti nella pagina vicina, «Febbre nei bambini».
Quando serve un medico in giornata
L'ambulanza serve di rado, ma conviene farsi vedere senza rimandare in questi casi:
- la febbre dura da più di tre giorni e non accenna a calare, oppure è risalita proprio quando stava guarendo;
- al terzo o quarto giorno sta chiaramente peggio e non meglio;
- accanto alla febbre c'è un sintomo preciso: bruciore o dolore a urinare oppure dolore lombare, tosse con catarro e dolore al torace inspirando, mal di gola forte, dolore addominale, colorito giallo della pelle, un polpaccio gonfio e dolente, qualsiasi eruzione nuova;
- la febbre è comparsa una o due settimane dopo l'inizio di un farmaco nuovo;
- è in gravidanza, ha più di sessantacinque anni oppure convive con diabete o con una malattia di cuore, polmoni, reni o fegato;
- la febbre torna a ondate per settimane, oppure sta perdendo peso e suda di notte;
- semplicemente sente che qualcosa non va. Non è apprensione: spesso è il primo segno in assoluto.
Consulto online
La febbre è proprio uno di quei motivi in cui parlare con un medico a distanza fa risparmiare tempo e preoccupazioni. Nel consulto online il medico ricostruirà come è cominciata e come cambia di giorno in giorno, chiederà di viaggi, interventi, farmaci e malattie croniche, l'aiuterà a distinguere una comune infezione virale da quella che richiede visita ed esami, dirà quali accertamenti abbiano senso e in che ordine, e suggerirà come stare meglio senza farmaci superflui. A parte le elencherà i segni che nel suo caso specifico impongono di smettere di aspettare e chiamare un'ambulanza: è la cosa più utile che si porta via da una visita così. Se invece ci sono macchie che non impallidiscono sotto il bicchiere, confusione, respiro affannoso o febbre durante la chemioterapia, il consulto online non serve: serve un'ambulanza.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Febbre negli adulti
Parla dei tuoi sintomi e dei possibili prossimi passi per Febbre negli adulti con un medico online.














