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Medicinali comunemente utilizzati per Acalasia
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 20 mgPrincipio attivo: manidipineProduttore: Laboratorios Combix S.L.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE, 50 UPrincipio attivo: botulinum toxinProduttore: Croma-Pharma GmbhPrescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 5 mgPrincipio attivo: amlodipineProduttore: Teva Pharma S.L.U.Prescrizione richiesta
L'acalasia è un disturbo dell'esofago in cui l'anello muscolare al confine con lo stomaco smette di aprirsi al momento giusto, mentre l'esofago perde la capacità di spingere il cibo verso il basso. Ciò che viene deglutito si ferma sopra il restringimento e prima o poi risale. È rara, circa un caso nuovo ogni 100 000 persone all'anno, e progredisce lentamente: fra le prime difficoltà a deglutire e la diagnosi passano spesso diversi anni.
Che cosa smette di funzionare nell'esofago
L'esofago non è un tubo passivo ma una pompa muscolare: dopo ogni deglutizione lo percorre un'onda di contrazioni e l'anello inferiore, lo sfintere esofageo inferiore, si rilassa nell'istante giusto per lasciar passare il cibo nello stomaco.
Nell'acalasia muoiono le cellule nervose della parete esofagea che portano il comando di rilassarsi. L'anello resta chiuso e l'onda non si forma: il cibo scende soltanto per il proprio peso. Con il tempo l'esofago si dilata, trattiene sempre più contenuto e si svuota sempre peggio.
Come si manifesta
Il segno principale è che il cibo fatica a scendere. Un dettaglio conta molto: nell'acalasia risultano difficili allo stesso modo i cibi solidi e un bicchiere d'acqua. Quando a chiudere il passaggio è un tumore o una cicatrice, prima non passano i solidi e i liquidi scendono ancora per un po'.
A questo si aggiungono:
- risalita di cibo non digerito e senza sapore acido, a volte un'ora o due dopo il pasto;
- tosse notturna, cuscino bagnato, sensazione di soffocare nel sonno;
- dolore oppressivo o bruciante dietro lo sterno, facile da scambiare per bruciore di stomaco o per un problema cardiaco;
- sensazione di nodo che si allenta alzandosi, camminando, raddrizzando la schiena o bevendo acqua tiepida;
- perdita di peso lenta senza alcuna dieta.
Molte persone si adattano per anni senza accorgersene: mangiano molto lentamente, accompagnano ogni boccone con un sorso, evitano di mangiare in compagnia. L'adattamento smorza il quadro e allontana la visita.
Quando non si può aspettare un appuntamento programmato
Serve assistenza immediata se:
- non passa più nulla: né cibo, né acqua, né la propria saliva;
- compare un dolore toracico intenso subito dopo un vomito o dopo una procedura endoscopica, soprattutto con affanno e crepitio sotto la pelle del collo: così si manifesta una rottura della parete esofagea;
- dopo un episodio notturno di rigurgito arrivano febbre, tosse con catarro e difficoltà a respirare, perché il contenuto può essere finito nelle vie respiratorie;
- c'è stato vomito con sangue oppure le feci sono diventate nere;
- il peso cala rapidamente, diversi chili in uno o due mesi.
Situazione a parte: la difficoltà a deglutire è iniziata dopo i 55 anni, tutto si è sviluppato in pochi mesi e il peso è sceso molto. Allora il medico deve prima escludere un tumore nel punto di passaggio fra esofago e stomaco, che dà lo stesso quadro: si chiama pseudoacalasia. Per questo l'endoscopia si esegue a tutti, anche quando la diagnosi sembra ovvia.
Perché i nervi smettono di rispondere
Una causa precisa non si può ancora indicare. La maggior parte dei dati depone per un processo autoimmune: il sistema immunitario distrugge per errore i plessi nervosi dell'esofago, e in una parte delle persone si trovano gli anticorpi corrispondenti. Come possibile innesco si considera un'infezione virale pregressa.
Le forme ereditarie sono rare: nei bambini l'acalasia fa talvolta parte di una sindrome congenita con insufficienza surrenalica e assenza di lacrime.
C'è una causa da tenere presente dopo un viaggio o un trasferimento: in America Latina lo stesso quadro è provocato dalla malattia di Chagas, un'infezione parassitaria che distrugge proprio quei plessi nervosi. Se avete soggiornato a lungo in quelle regioni, ditelo esplicitamente: gli accertamenti saranno diversi.
Non causano invece l'acalasia lo stress, il mangiare di fretta o il cibo piccante. Spiegazioni di questo tipo servono solo a rimandare gli esami.
Che cosa mostrano gli esami
- Manometria ad alta risoluzione: misura la pressione lungo tutto l'esofago. È l'esame di riferimento: conferma la diagnosi e distingue tipi di malattia dai quali dipende la scelta della terapia.
- Endoscopia digestiva alta: permette di guardare la mucosa dall'interno ed escludere un tumore, un restringimento cicatriziale e l'infiammazione.
- Studio radiologico con bario: le immagini mostrano il mezzo di contrasto fermo a colonna che scende in un filo sottile, con il restringimento a forma di becco d'uccello. Una seconda immagine dopo qualche minuto indica quanto l'esofago si svuota.
La tomografia computerizzata si aggiunge se si sospetta un tumore.
Che cosa aiuta a riaprire il passaggio
Le cellule nervose perdute non si recuperano, quindi la terapia persegue un altro obiettivo: allentare l'anello chiuso perché il cibo raggiunga lo stomaco. La tecnica si sceglie in base al tipo emerso alla manometria, all'età e alle altre malattie.
- Dilatazione con palloncino: sotto controllo endoscopico un palloncino viene posizionato nello sfintere e gonfiato. Spesso servono più sedute e c'è un piccolo rischio di rottura della parete.
- Miotomia endoscopica per via orale: le fibre muscolari vengono incise dall'interno, senza tagli sulla pelle.
- Miotomia laparoscopica: le stesse fibre vengono incise dall'esterno attraverso piccole incisioni addominali, di solito confezionando una plastica antireflusso.
- Iniezione di tossina botulinica nello sfintere: l'effetto dura mesi, perciò si riserva a chi non può affrontare un intervento per l'età o per altre malattie.
- Farmaci dei gruppi dei nitrati e dei calcioantagonisti: rilassano l'anello poco e per poco tempo, servono come misura provvisoria in attesa del trattamento definitivo.
Ogni metodo che apre lo sfintere ha un rovescio: il contenuto dello stomaco trova la via del ritorno. Il bruciore dopo il trattamento è frequente e si controlla con farmaci che riducono l'acidità e con i controlli periodici.
Abitudini quotidiane che facilitano i pasti
- Mangiare seduti con la schiena dritta, in porzioni piccole, masticando con cura.
- Accompagnare con acqua tiepida: il freddo spesso scende peggio.
- Cenare tre ore prima di coricarsi e sollevare la testata del letto: si riduce il rischio di rigurgito notturno e di passaggio del contenuto nelle vie respiratorie.
- Pesarsi con regolarità: il peso è l'indicatore più onesto di quanto riuscite a mangiare.
- Smettere di fumare e lasciare i superalcolici, che irritano una mucosa già provata dal ristagno.
Non esiste una dieta che guarisca l'acalasia. I controlli restano necessari anche dopo un intervento riuscito, perché i sintomi a volte tornano dopo anni. Un esofago alterato a lungo aumenta lievemente il rischio di tumore dell'esofago: la probabilità è bassa, ma è un motivo in più per restare in contatto con il medico.
Consulto online
Il medico di Oladoctor può valutare se i vostri disturbi corrispondono a un'acalasia o indicano un'altra causa di difficoltà a deglutire, spiegare quali esami servono per primi e aiutarvi a leggere i referti di manometria ed endoscopia già in vostro possesso.
Preparate il colloquio: quando è diventato difficile deglutire, se scendono peggio i solidi o i liquidi, se il cibo risale di notte, quanti chili avete perso e in quanto tempo, quali farmaci assumete.
La visita a distanza non sostituisce l'endoscopia né la manometria, ma evita esami sparsi e aiuta ad arrivare prima allo specialista giusto. Se compare uno dei segni elencati fra le urgenze, chiamate il 112 invece di prenotare un consulto.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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